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World Pasta Day: 5 nuovi formati per festeggiarlo

di Stefania Leo

Da quelli usciti solo negli USA a quelli progettati: ecco tutti i formati creativi di pasta da provare per il World Pasta Day.

È di nuovo World Pasta Day. Il 25 ottobre tutto il mondo dedica una giornata di festeggiamenti per un cibo povero, ma ricco di storia e gusto, a cui non sappiamo né vogliamo rinunciare. Secondo i dati di Unione Italiana Food e Ipo (International Pasta Organization) nel 2020, complice la pandemia, nel mondo sono state consumate 17 milioni di tonnellate di pasta. La pasta è uno dei cibi più amati in tutto il mondo e, il 25 ottobre, si festeggia proprio il World Pasta Day In Italia ne consumiamo 23 kg pro capite e ne produciamo 3,9 milioni di tonnellate. Secondo una ricerca di Deliveroo gli ordini di pasta sono cresciuti, nell’ultimo anno, del 135%. Boom della pasta fresca (163%), accompagnato da molti ordini di spaghetti, paccheri e fusilli. Le città pasta-lovers del 2021 sono Macerata, Sanremo e Rovereto.  Ma la pasta non è solo cibo per il corpo, ma anche per la mente. Infatti, è diventata una tela bianca su cui sfogare la propria creatività. Benché sia molto difficile creare nuovi formati, negli ultimi anni abbiamo assistito al debutto di nuove tipologie di fusilli e maccheroni. La novità più famosa? Arriva dagli Stati Uniti.

  1. Cascatelli. Cascatelli è il nome del nuovo formato di pasta creato dal giornalista americano Dan Pashman. Si tratta di una virgola di pasta, ottenuta dalla sezione di un bucatino e decorata di riccetti su entrambi i lati, fissati sulla sezione di un tubo curvo. Per meno giovani, fa subito venire in mente le famose creste di gallo, molto di moda negli anni Ottanta e Novanta. Subito andato a ruba nonostante il prezzo stellare (18 dollari al pacco), ha attirato l’attenzione dei pasta lover di tutto il mondo perché coniuga tre qualità: la prima è la sauceability, cioè la capacità di catturare il sugo, la seconda è la forkability, ovvero la facilità con cui si possono acciuffare questi riccioli con una forchetta, la terza è la toothsinkability, la garanzia di soddisfazione già dal primo morso.
  2. Rigacuore. Il Rigacuore è una novità prodotta e commercializzata dal pastificio La Molisana, creata dallo studio di architettura Veneziano+Team. Trafilata al bronzo e venduta in un packaging interamente riciclabile, questo maccherone a forma di cuore promette grandi soddisfazioni perché la doppia piega crea una corposità in bocca altamente toothsinkability. Inoltre, questo formato originale non dà problemi in cottura, che rimane uniforme e, grazie all’elevato tenore proteico, resta anche  molto tenace. Del resto il pastificio di Campobasso non è nuovo nel lancio di nuovi formati. Già i suoi Trighetto (spaghetto triangolare), Quadrotto (rigatone dalla sezione quadrata) e il Ditale Quadrato hanno mostrato la capacità innovativa di questo pastificio con più di 100 anni di storia sulle spalle.
  3. Turbine. Per portare creatività nel suo catalogo, nel 2016 Barilla lanciò il suo contest di food design per raccogliere idee per nuovi formati di pasta da realizzare con un’innovativa stampante 3D. Quella edizione fu vinta da Andreas Anedda, che presentò le sue Turbine. Negli anni sono nati formati incredibili come Woods o Venus o Mussel, dedicate per lo più alla ristorazione. A marzo 2021 è stata annunciata la nuova edizione del concorso, di cui si attende a breve l’annuncio dei vincitori.
  4. Leon Venesian. Nel 2021 VisVita, il pastificio biologico veneto, ha voluto festeggiare la festa di San Marco, patrono di Venezia, con un nuovo formato di pasta: il Leon Venesian. Il simbolo della Serenissima commestibile è nato durante le elezioni regionali del 2020, evento a cui ha partecipato come candidata la titolare di VisVita, Cristina Andretta. Vedendo ogni giorno il leone alato, ha avuto l’idea di trasformarlo in un formato di pasta, trasmettendo l’amore per il proprio territorio e la voglia di risorgere dal Coronavirus.

  5. Imbutini. 
    Flavia Valentini aveva iniziato a pensare agli Imbutini per gioco. Poi, dopo aver visto che non solo erano belli ma anche perfetti per raccogliere il sugo, questa infermiera di Ozzano, in provincia di Bologna, li ha registrati all’Uami, l’agenzia europea per la registrazione di marchi disegni e modelli. Il legame con il marito di origini salentine ha dato il la alla scelta della semola di grano duro come materia prima e a quell’accenno di orecchietta che dà poi il via all’imbuto. A produrre e commercializzare gli Imbutini ci pensa l’Arte della pasta a Minerbio.