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24 locali dove mangiare in pausa pranzo a Roma

di Francesca Feresin

Per chi è tornato in ufficio, o per chi ha la fortuna di vivere vicino ed è in smartworking, ecco alcuni locali per la pausa pranzo a Roma.

Dopo quasi due anni di smart working intermittente, l’andare in ufficio è tornato per molti un’abitudine. E il pranzo si inserisce nel pieno della giornata lavorativa come pausa obbligatoria dallo stress e dalla frenesia della scrivania. Perché passarlo nel solito baretto spoglio, mordendo un triste panino o uno spicchio di pizza indigeribile? È vero che è necessario mangiare in un’ora o poco meno, ma questo non significa accontentarsi. Ecco allora alcuni indirizzi che faranno al caso vostro, distinti per zona, per una pausa pranzo come si deve.

Prati

Carter Oblio – Via Giuseppe Gioachino Belli, 21. Da poco più di un anno Carter Oblio entusiasma i lavoratori del quartiere con un menu fuori dai canonici circuiti. Il nome del ristorante è frutto dell’anagramma del nome dello chef Ciro Alberto Cucciniello, un giovane ragazzo del Sud che si è innamorato del Nord Europa. Per il pranzo, la proposta è semplice e in continuo cambiamento con primi espressi e antipasti leggeri che raccontano quello che di meglio offre il mercato.

Taki – Via Marianna Dionigi, 54. Per una pausa pranzo quick and light all’insegna dei sapori giapponesi più autentici e tradizionali ci pensa Taki, la storica insegna di proprietà di Onorio Vitti e di sua moglie Yukari, originaria di Kyoto. L’esperienza, nel dehors ispirato ai japanese garden o nel salotto su due livelli, è zen e fatta di proposte uniche ed artigianali: c’è il Salmone in salsa teriyaki, il Tonkatsu, ossia suino impanato fritto o ancora il Butashogayaki, maiale saltato allo zenzero e salsa di soia. Immancabili sono poi il KaisenChirashi sushi, il Miso Ramen o lo Shoyu Ramen per le giornate più fredde, e il Tori Kara, il pollo fritto. Iconico da Taki è l’Hidagyu Don, piatto unico ideale per un fast lunch con Gohan, un riso bianco semplice, e sopra sottili fette di carne Wagyu e di cipolla cotte insieme nel brodo di tonno su una base di salsa di soia e sake. Per chi vuole provare la quintessenza della cucina più tradizionale del Giappone, da Taki c’è la Kaiseki, un’esperienza accessibile solo su prenotazione in cui si utilizzano i prodotti della spesa del giorno.

Argot Prati – Via Alessandro Farnese, 2. Argot Prati è un raffinato salotto del gusto, anche en plein air, a un passo da via Cola di Rienzo, che unisce alla miscelazione d’autore la buona cucina. In particolare, Argot Prati propone un’interessante formula di Business brunch a 15 euro, con acqua e caffè inclusi, disponibile dal lunedì al venerdì, che prevede una scelta ampia di proposte al buffet. Sul tavolo, ecco allora le torte rustiche spinaci e cavolfiore, il carpaccio di salmone marinato con zucchine alla scapece, le polpette cacio e ova al sugo, le frittelle di bieta con alici marinate, pasta e patate, riso nero salmone avocado e tanto altro.

Le Carrè Français – Via Vittoria Colonna, 30. Per chi vuole assaggiare un pezzo di Francia, Le Carré Français è il luogo ideale.
Per una pausa pranzo al volo, si può optare tra 5 baguette, fatte alla francese nel laboratorio di panetteria del locale con varie farciture. Per un pranzo più tranquillo tra colleghi, la crêperie de Le Carré Français è una tappa obbligatoria, con i 16 tipi di galette di grano saraceno tipiche della Bretagna, terra d’origine del titolare Jildaz Mahé, e crêpes dolci. E ancora, per un tavolo di professionisti che possono intrattenersi, ecco la carta bistrot de Le Carré che garantisce un momento prolungato per palati gourmet, unico a Roma con ben 40 specialità francesi di stagione. Insalate e dolci completano l’offerta assieme alla possibilità, per chi necessita di un pranzo riservato, di ben 120 metri quadrati di spazio dove la privacy e il servizio dedicato sono una garanzia.

Ludovisi – Porta Pia

Settimo – Via Lombardia, 47.  Il business lunch del ristorante Settimo Roman Cuisine & Terrace, al settimo piano del Sofitel Roma Villa Borghese è la soluzione ideale per una pausa pranzo veloce, completa e anche healthy nel quadrante business di via Ludovisi. Adatta a chi è alla ricerca di una location d’effetto per un pranzo di affari, ai lavoratori rientrati in ufficio che vogliono staccare gli occhi dal computer o semplicemente a coloro che nel tempo libero non rinunciano a un confortevole e rapido pasto fuori casa, da Settimo si possono trovare piatti come l’Insalata di polpo, sedano, olive e limone, il Supplì al telefono servito al piatto, i Tonnarelli acqua e farina cacio e pepe, le Mezze maniche alla Amatriciana e gli Spaghetti alla Gricia o ancora il Trancio di Merluzzo con pomodorini e olive taggiasche ed il Filetto di orata con verdure alla griglia, olio e limone. Dal lunedì al venerdì, la cucina di questa oasi urbana propone due formule di light lunch, ciascuna di 2 portate: la prima a 29 euro (antipasto e primo), la seconda a 41 euro (antipasto o primo e secondo)

Moma – Via di S. Basilio, 42. Al piano inferiore del ristorante stellato di proprietà di Franco e Gastone Pierini, Moma, il pranzo d’ufficio è tradizione. Tramezzini, panini ma anche insalate di riso, cous cous, timballi, lasagne, zuppe eccezionali e tris composti da un secondo con contorno e frutta sono all’ordine del giorno al ristorante che vede un via vai di professionisti ad animare il dehors esterno. Da non perdere i dolci preparati dallo stesso Franco.

Berberè – Via Mantova, 5. A Via Mantova, Berberè offre una pizza artigianale da lievito madre vivo, stagionale, leggera e gustosissima, morbida dentro e croccante fuori, che si presta bene ad un pranzo veloce. Divisa in otto spicchi si può condividere con i colleghi e gustare contemporaneamente in più varianti. Oltre ai gusti classici, imperdibili sono la Crudo e Burrata con prosciutto crudo di Norcia, burrata pugliese, rucola, fiordilatte d’Agerola e olio all’arancia, o ancora la Zucca e Funghi con zucca in crema, funghi misti saltati, provola affumicata, prezzemolo, olio al rosmarino e la Tonno e Salsa Verde con filetti di tonno riserva Callipo, cipolla rossa saltata, fiordilatte d’Agerola, salsa verde, polvere di olive nere e origano.

Signorvino – Piazza Barberini, 12. Affacciato su Piazza Barberini, Signorvino, la catena di enoteche con cucina lanciata nel 2012 da Sandro Veronesi, offre la possibilità ai suoi clienti di gustare un pranzo veloce a ritmo di buon vino e prodotti semplici ma di grande qualità.
Al centro di tutto c’è il connubio vino-cibo con un occhio attento alle filiere virtuose e ai presidi Slow Food. Il menu include al suo interno gli spaghetti c’a pummarola, la carbonara o ancora le tagliatelle al Barolo, il galletto con patate e mayo al Gewürztraminer e il Signor burger con pane al vino rosso. Non mancano i taglieri, con la pregiata selezione di salumi e formaggi DOP e IGP selezionati dai food specialist di Signorvino.

Eur

Livello1 – Via Duccio di Buoninsegna, 25. Da Livello 1, il ristorante romano vocato al pesce di Emilia Branciani e Claudio Montingelli, la pausa pranzo è leggera e divertente con proposte più complesse al ristorante, e più semplici ma sempre di qualità all’adiacente Pescatoria. In quest’ultima, ostriche, crostacei e pescato del giorno si possono gustare nel dehors esterno. A indicare i piatti, sempre nuovi, è la lavagnetta: filetto di branzino in crosta di patate, insalata di cous cous o catalana di baccalà sono tra i più richiesti. Altrimenti, Mirko Di Mattia, il giovane ed intraprendente chef di Livello1, vi stupirà con proposte di stagione, come nel caso del carpaccio di fragolino marinato, cipolla tostata, mostarda di frutta e alghe ed i plin di parmigiano, assoluto di gambero rosso e ketchup di funghi.

Il Fungo – Piazza Pakistan, 1. Allo Zero Bistrò, al piano terra del Fungo, si mangia una cucina semplice ma di qualità. Carni alla griglia, selezione di birre artigianali e tante scelte di pizza, con lo speciale impasto lievitato 48 ore in collaborazione con l’Accademia Pizzaioli, sono alla base dell’offerta a cui si aggiungono i primi romani classici, i fritti di Arcangelo Dandini e ancora burger e Pokè. Per una cucina più raffinata, prevalentemente di pesce, Mirko Ceravolo, al Quattordicesimo piano della struttura, elabora creazioni uniche e divertenti come il tonno affumicato con pollo e peperoni, i cappelletti ripieni di seppia, pomodoro e limone nero o ancora le linguine Felicetti con cozze, ceci e lardo.

Lievito Pizza, Pane – Viale Europa, 339. Per un pranzo al volo, la pizza al taglio di Francesco Arnesano da Lievito Pizza, Pane non può mancare. Questo piccolo grande laboratorio, di fronte all’Archivio Centrale dello Stato, sforna pizze agricole, che dall’impasto al condimento stupiscono per ricerca e sapore. L’impasto soffice e croccante sul fondo è ben alveolato e regge bene condimenti stagionali a base di verdure, salumi e formaggi del territorio. Da non perdere anche i supplì declinati in mille varianti.

Policlinico (Da Piazza Bologna a Termini)

Antonello Colonna Open Bistrò Roma Termini – Via Giolitti, 4.  In un terminal che sempre più si sta trasformando in un hub del gusto, Antonello Colonna Open Bistrò offre un menu goloso, ricco di qualità e romanità, in grado di soddisfare tutti i palati e tutte le esigenze alimentari. Accanto ai robusti piatti tipici della tradizione romanesca, definiti i Romanissimi, trovano posto secondi, zuppe e insalate fresche elaborate nello stile che da sempre contraddistingue la cucina di Antonello Colonna.

Ornelli Black Angus – Via Merulana, 224. In Via Merulana Ornelli Black Angus è la prima steakhouse italiana specializzata nel pregiato manzo nero. Il locale, dal profilo internazionale a pranzo offre solo Black Angus e primi romani con cui fare scarpetta senza timore. La selezione Blackstone dagli Stati Uniti, ad oggi considerata la numero uno al mondo per quello che riguarda il Black Angus, è solo una delle tante chicche da provare in menu. Molteplici i tagli disponibili, dal Tomahawk, alla T-Bone Steak, passando per la New York Strip Steak, la Ribeye Steak, ed anche la rara e particolare Outside Skirt, tutte cotte con un metodo brevettato e segreto in sei step. Da provare anche i salumi, i tacos e ovviamente gli hamburger.

The Meat Market – Via Ravenna, 30. The Meat Market si pone a metà tra steakhouse statunitense e un vero e proprio ristorante di stampo pugliese. Qui, a pranzo, sono d’obbligo gli hamburger dai 150 grammi ai 500 grammi con i bun forniti dall’Antico Forno Roscioli, in più gusti, come il Puglia, con burrata intera, capocollo, pomodori secchi home made e cime di rapa ripassate, il Bello de nonna ripieno di polpette al sugo con grana a scaglie racchiuse in un fragrante pane pizza e il Tartare Burger con battuto di manzo al coltello, stracciatella di burrata, pomodori confit, rucola e olio evo al basilico. Per un pranzo più consistente si può ordinare una signora bistecca, da carne internazionale e dalla profonda marezzatura.

Gainn – Via dei Mille, 18. Gainn conquista con le specialità tipiche della cucina coreana realizzate dallo chef Daniel Kim, membro dell’Associazione Chef Coreani. Gainn, che in coreano vuol dire bellezza interiore della persona, di Stefano Chung e Valentina Bae, marito e moglie, offre dal 2007 proposte uniche  come il Bibimbap, il riso con verdure miste, carne di manzo macinata servito con tuorlo crudo in un piatto di ghisa, il Bulgogi, gli straccetti di manzo e verdure miste marinati con salsa di soia e olio di sesamo saltati in padella e serviti in piastra, i Japchae, gli spaghetti di fecola di patate dolci con verdure miste scottate, funghi e carne di manzo conditi con salsa di soia e olio di sesamo e i Tteokbokki, gli gnocchi di riso con verdure miste e pasta di pesce in salsa piccante. Pollo fritto, zuppe, kimchi completano l’offerta assieme a birre coreane, al Soju, un distillato fatto con riso, orzo o frumento e al Makgeolli, una bevanda antica realizzata con riso, acqua e lievito.

Fisherman Burger – Via Ravenna, 34. The Fisherman Burger, a due passi da piazza Bologna, è un ristorante giovane e dinamico che strizza l’occhio alla realtà gastronomica del New England e che ha l’obiettivo di portare il pesce fresco al di fuori dei confini pugliesi. Vito Fiusco, il proprietario, ha elaborato un format vincente che spazia dal Lobster Roll al fish & chips passando per il fritto di paranza in un melting pot da scoprire. Fajitas, wrap, burger esclusivamente di pesce fanno la loro bella figura assieme a crudi e primi della tradizione pugliese.

Centro

Beppe e i suoi Formaggi – Via di S. Maria del Pianto, 9A. Formaggeria con enoteca e cucina. Questo è Beppe e i suoi formaggi nel Ghetto ebraico di Roma, un luogo divenuto mecca del gusto per gli amanti dei prodotti artigianali autentici. Oltre alla spesa, non tutti sanno che da Beppe si può anche mangiare, e bene soprattutto. La selezione al banco di formaggi piemontesi a latte crudo di produzione propria della famiglia Giovale può essere trasferita su piatto e mangiata ai tavoli dell’adiacente ristorante assieme a un bel calice di vino naturale, conserve, olio e pane. E poi ci sono i primi espressi come i tajarin della tradizione piemontese conditi con burro e Giallina, un simil parmigiano ma a latte crudo di produzione della famiglia e, se di stagione, tartufo bianco pregiato.

Caffè Doria – Via della Gatta, 1. Oltre a Caffè con pasticceria e Cocktail Bar con Gin Trolley al seguito, Caffè Doria, negli ambienti che un tempo ospitavano le scuderie nobili di Palazzo Doria Pamphilj, si pone come un elegante bistrot, in perfetta armonia tra contemporaneità e classicismo, dove la cucina viaggia sempre fedele al concetto di comfort food. A guidare la brigata c’è Massimiliano Mazzotta, giovane chef che ha sviluppato un menu dinamico e semplice in poche portate mirate e incisive. Tartare di Fassona, topinambur e bottarga d’uovo, Calamari, cacio, pepe e lime; Ravioli di carbonara, Tonnarelli barbabietola e caprino, Filetto di maiale CBT, funghi cardoncelli e salsa bernese, Misticanza erbe e fiori da permacultura con vinaigrette al miele e passion fruit sono alcuni dei piatti in carta da gustare tra le imponenti colonne, gli archi a tutto sesto e la boiserie in legno massello che caratterizza l’arredo delle sale.

Ginger Sapori e Salute – Piazza Sant’Eustachio, 54. A pochi metri dal Pantheon, Ginger Sapori e Salute è un luogo democratico che mette tutti d’accordo, a tutte le ore della giornata. Piatti vegetariani e vegani, ma anche eccellenze biologiche italiane e non, dal vino ai formaggi, dai salumi al pane, dai piatti della tradizione romana alle poke bowl di qualità sono alla base dell’offerta, salutare perché varia. Dal Salmone al sesamo bio al Cestino vegetariano con burger di quinoa, bieta e semi misti Bio, riso basmati integrale biologico, verdure croccanti e crema di piselli passando per i Rigatoni all’Amatriciana e per la Tagliata di manzo Bio, il menu di Ginger è ideale per una pausa pranzo più o meno corposa. Oltre all’offerta di cucina espressa tutto il giorno, con orario continuato, Ginger propone una linea di Healthy Snack, ideali per un pasto veloce: selezione di salumi e formaggi Bio, selezione di prosciutto iberico, panini gourmet, con pane fatto in casa realizzato con farine Bio, e tante insalate.

Caffè Roscioli – Piazza Benedetto Cairoli, 16. Il Club Sandwich è d’obbligo in pausa pranzo e al centro di Roma, a pochi passi da Campo dei Fiori, a farne una versione degna di questo nome è Roscioli Caffè, una delle tante costole dell’universo Roscioli. Maritozzi salati, tramezzini ma anche primi espressi e insalate si possono ordinare ai tavoli esterni, o al grande tavolo sociale interno del Caffè, aperto dalla mattina alla sera.

Il Marchese – Via Ripetta, 162. Ottima cucina della tradizione in un ambiente dal design unico e affascinante a pochi passi dall’Ara Pacis: questo è Il Marchese. Il giovane cuoco Daniele Roppo offre due opzioni per il pranzo: ogni giorno, dal lunedì al venerdì, è possibile scegliere dalla carta con i grandi classici del Marchese, tra cui amatriciana e carbonara, oppure optare per le proposte più easy del menu settimanale. E per digerire? Si può scegliere tra uno dei centinaia di amari e digestivi del bancone. Il Marchese è infatti il primo Amaro Bar d’Europa.

San Giovanni – San Lorenzo

Santo Palato – Piazza Tarquinia, 4 a/b. Trattoria di quartiere con un quid in più è Santo Palato, luogo ideale per una pausa pranzo carica di gusto e romanità. Carbonara, amatriciana, cacio e pepe, quinto quarto ma anche proposte vegetariane fanno capolino sulla lavagna del giorno ingolosendo i lavoratori della zona. Il tutto accanto a un buon calice di vino selezionato e un cestino del pane con cui fare scarpetta.

Enoteca Verso –  Via Taranto, 38. Nel quartiere di San Giovanni, Enoteca Verso colpisce non solo per la selezione sceltissima di vini internazionali, e alcune referenze non convenzionali, ma anche per la sua cucina ricercata e sempre in divenire. Giorgio Mansueti, il proprietario, ha costruito nel tempo un locale che oggi conta oltre mille etichette, di nicchia, prestigiose e interessanti da sorseggiare anche a pranzo accanto a piatti non banali e preparati a mestiere e taglieri di salumi e formaggi da tutta Italia.

Pastificio San Lorenzo – Via Tiburtina, 196. Pastificio San Lorenzo è un’osteria contemporanea dall’aspetto retrò, all’interno della più antica fabbrica di pasta del quartiere San Lorenzo che offre un pranzo nuovo per la zona, stagionale e di pancia. Per il business lunch la cucina ha pensato a due formule fisse, a base di un primo o un secondo del giorno rispettivamente a 10 e 15 euro con acqua e caffè inclusi a cui si possono aggiungere antipasti come la focaccia calda con pomodori infornati alla pizzaiola o le Alicette fritte con maionese allo zenzero. Tra i primi da provare sono l’Amatriciana Pop con guanciale soffiato che ricorda per consistenza i popcorn o ancora i Pici con ragù di vitello, mentre sui secondi l’offerta spazia dalle Crocchette di bollito con salsa verde ai Moscardini alla luciana con crostoni di pane.