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Come scegliere la passata di pomodoro

di Nadine Solano • Pubblicato 3 Maggio 2023 Aggiornato 25 Maggio 2023 10:25

La passata di pomodoro è un must della cucina italiana, sempre presente nelle nostre dispense. L’offerta in commercio è molto ampia, bisogna orientarsi per individuare i prodotti migliori. Diventa facile tenendo presenti alcune informazioni e pochi parametri, in primis gli ingredienti.

Non c’è dispensa che non contenga almeno una bottiglia di passata di pomodoro. Un ingrediente jolly, che permette di preparare in qualsiasi momento un gustoso piatto di pasta e un’infinità di altre ricette. Anche all’ultimo minuto, anche quando non si hanno a disposizione pochi altri ingredienti, con la passata si risolvono pranzi e cene.

A patto che sia di qualità. E considerata la vasta scelta nei supermercati e nei negozi di alimentari, viene naturale chiedersi come selezionarne una tra tante. Quali parametri valutare? E quali sono, alla fine dei conti, i prodotti migliori? Analizziamo la questione e scopriamo come scegliere la passata di pomodoro.

Gli ingredienti della passata di pomodoro

Innanzi tutto bisogna osservare con attenzione l’elenco degli ingredienti. La normativa vigente parla chiaro: la passata dev’essere ricavata esclusivamente dal pomodoro fresco. Vietatissimo usare il concentrato e diluirlo con acqua. Il sale si può mettere, purché si tratti di dose minime. Concesso anche l’utilizzo di acido citrico (come correttore di acidità e conservante); in alcuni casi si aggiungono erbe aromatiche e spezie, per esempio basilico e prezzemolo. Attenzione ai pesticidi: livelli irrisori sono consentiti, però le migliori passate ne risultano del tutto prive.

Il prezzo

I prodotti più costosi sono davvero i migliori? No, non è affatto la regola. In alcuni casi il prezzo può essere interpretato come una garanzia di qualità, ma d’altra parte non è raro che ottime passate non siano fra le più care. E che, al contrario, fra le più care figurino proposte non del tutto soddisfacenti.

La provenienza del pomodoro

L’Italia è tra i maggiori produttori di pomodoro al mondo, quindi è logico prediligere le passate realizzate con materia prima nostrana. Però vogliamo far presente che la provenienza dei pomodori non è tra i parametri decisivi in fatto di qualità. E non dovrebbe essere un fattore condizionante al 100%. Il discorso cambia se il pomodoro è stato coltivato in un Paese e lavorato in un altro: in questo caso c’è di mezzo il trasporto, che invece può influire negativamente sul prodotto finale.

La prova di assaggio a crudo

Senza dubbio i gusti personali contano (molto), ma in generale la prova di assaggio dovrebbe condurre a conclusioni ben precise. Ci riferiamo alla passata di pomodoro cruda, perché la cottura e l’aggiunta di altri ingredienti possono comunque migliorarne il sapore. A crudo, dunque, una passata di qualità risulta poco acquosa – quindi densa e compatta – e anche poco acida. Il sale, se c’è, si percepisce appena. Il sapore è deciso ma morbido. Il retrogusto non rivela note amarognole e anzi regala impronte di dolcezza. Eventuali residui sono naturali nelle passate rustiche, ma diventano un difetto in quelle classiche.

Le migliori passate di pomodoro

Ogni anno Altroconsumo stila la classifica delle migliori passate di pomodoro, sulla base di una serie di severi test. Nel 2022 il podio è stato conquistato da Mutti passata di pomodoro 700 g e Alce nero passata di pomodoro bio 500 g. Il terzo posto è toccato a Petti passata di pomodoro extrafine Il delicato 700 g; a seguire Le conserve della nonna pomodoro dolce dell’Emilia Romagna 700 g, Cirio passata verace 700 g e Valfrutta passata fresca di giornata di pomodori italiani 700 g.