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Italian Sounding: ecco i 5 prodotti italiani più imitati all’estero

di Francesco Garbo

L’Italian Sounding è un vero problema per l’economia italiana. Ma quali sono i 5 prodotti italiani più imitati all’estero?

L’Italian Sounding è un grave problema per l’economia agroalimentare italiana, specialmente per Sui mercati internazionali si trovano spesso prodotti che imitano eccellenze italiane come il Prosecco o la Mozzarellaquella legata ai prodotti a Denominazione di Origine Protetta: di pochi giorni fa è, ad esempio, la notizia della così detta guerra del Prosecco, nella quale la commissione Europea ha riconosciuto ufficialmente, nonostante le proteste, il Prosek, un vino croato. Ma se mentre in questo caso non parliamo di un prodotto creato per copiare le nostre bollicine, sul mercato internazionale sono state spesso trovate imitazioni come Meer-secco, Kressecco, Semisecco, Consecco, Perisecco, e molti altri prodotti che ricalcano le specialità italiane, come il cambozola o la zottarella. Le nostre eccellenze, veri e propri patrimoni frutto della cultura e del sapere artigiano, sono chiaramente uniche e inimitabili, ma, tra tutte, quali sono le più copiate?

  1. Parmigiano. Parmesan cheese, Parmesello, quante volte abbiamo sentiti questi nomi che evocano la nostra eccellenza casearia anche se il formaggio proviene dal Nord America. “La produzione di falsi Parmigiano Reggiano e Grana Padano nel mondo ha superato quella degli originali con il diffondersi di imitazioni in tutti i continenti” questo quanto nel 2019 affermava Coldiretti. Parmesano (Uruguay), Reggianito (Argentina) o Parmesao (Brasile) sono alcuni dei tentativi di imitazione, ma non mancano copie anche di altri formaggi tipici, come il Pecorino, chiamato, ad esempio, Romanello, per la sua affinità con le ricette romane.
  2. Mozzarella. Rimanendo nel mondo dei latticini, tra i prodotti più imitati c’è la mozzarella, amatissima anche all’estero. In Russia, dopo l’embargo del 2014, si sono sviluppate vere e proprie filiere locali di produzione casearia. Mentre dalla Germania arriva invece la zottarella, la Mozzarella Italia dall’Ungheria e, addirittura dalla Thailandia, la Mozzarella di Murrah ovvero la mozzarella di bufala thai.
  3. Prosciutto e salumi. Salame, mortadella, prosciutto crudo e cotto, prodotti unici dal gusto e dalla provenienza inimitabile, quindi perché non tentare la copia? Allora ecco che si trovano sugli scaffali la Mortadela e il Dobro salama, ma anche il Jabon o il San Daniele Ham. E, nella lontana Australia, non manca il kit per fare il salame calabrese fai da te.
  4. Pomodori e salsa. Se pensiamo alla pizza, prodotto italiano per eccellenza, insieme alla mozzarella non può mancare una buona salsa di pomodoro. E allora anche qui via alle imitazioni in tutto il mondo: dalla California arriva il simil pomodoro San Marzano, mentre a Londra sono state trovate nei negozi confezioni di pomodoro vendute come italiane ma provenienti dalla Spagna. Gli olandesi invece si spingono un passo più in là e propongono il sugo Spagheroni.
  5. Vino. Simbolo per eccellenza di terroir e artigianalità, nonché uno dei prodotti più esportati dal nostro paese: il vino. Dal Prosecco al Chianti, molti sono i tentativi di imitazione. Oltre a poter acquistare vino già pronto però, esistono anche kit completi per produrre a casa propria alcuni “vini italiani”. Famoso il caso di Connoisseur: un kit con il quale in meno di 30 giorni si può trasformare l’acqua in vino Chianti con l’aiuto di una bustina.