Le 5 migliori sfogliatelle di Napoli

29 novembre 2013

Riccia o frolla? Questo è il dubbio amletico che assale quando si è in giro per Napoli ed improvvisamente si viene attratti dal profumo delle sfogliatelle. La differenza sostanziale è nell’impasto: se desiderate qualcosa di croccante, allora scegliete la riccia, un dolce a forma di cappello di monaco realizzato con pasta sfoglia; se invece preferite un morso di morbida friabilità, è meglio la frolla, manco a dirlo, preparata con pasta frolla, che ricorda molto da vicino la pasta del guscio della pastiera napoletana. Il ripieno è simile in entrambi i casi, a base di semola, ricotta, uova, canditi e vaniglia. La sfogliatella nasce per puro caso in un convento sulla costiera amalfitana, dove una monaca mise insieme degli avanzi di ingredienti per realizzare un dolce improvvisato. La versione originale veniva chiamata Santa Rosa ed era ricoperta di crema ed amarene. Visto il successo, la sfogliatella arriva poi a Napoli grazie a Pasquale Pintauro, che la “spoglia” dalla crema, lasciando di base la ricetta originale. Oggi la sfogliatella resta un must della pasticceria napoletana: colazione, pranzo o cena, l’occasione per gustarla è sempre giusta. Ma quali sono le migliori sfogliatelle di Napoli? Queste sono le cinque sfogliatelle più gettonate tra Napoli e provincia.

La preparazione delle sfogliatelle frolle

La preparazione delle sfogliatelle frolle

  • Attanasio (Vico Ferrovia, 3). Dalle prime luci dell’alba fino a tarda sera, è un continuo sfornare sfogliatelle. La scritta che campeggia sull’insegna è eloquente: Napule tre cose tene belle: o’ mare, o’ Vesuvio e e’ sfugliatelle. Il sabato e la domenica la folla arriva fin sul marciapiede: necessari numeretto e scontrino alla mano.
  • Pintauro (via Toledo, 275). La storia di questo nome è inevitabilmente legata alla sfogliatella. Fu l’oste Pasquale a “rubare” in qualche modo la ricetta originale che lo ha fatto diventare il re della sfogliatella, tanto da far nascere un famoso proverbio dialettale che recita “Tene folla Pintauro”: si usa solitamente per apostrofare chi si vanta troppo senza motivo, al contrario del celebre pasticciere napoletano. Oggi c’è un’altra gestione, ma la ricetta è sempre la stessa.
  • Sfogliatella Mary (via Toledo, 66). Si trova all’ingresso della Galleria Umberto I e in pochi anni è diventata luogo di culto della sfogliatella. Attraverso una piccolissima vetrina ben allestita, tutti i giorni attira l’attenzione di migliaia di turisti, tentati dalla splendida visione, ma soprattutto dal gusto ineccepibile.
  • Vincenzo Bellavia (via Fragnito, 82). Nei quartieri collinari della città. Si tratta di un punto di riferimento per la pasticceria in genere, ma soprattutto per le sfogliatelle. L’aroma degli agrumi canditi avvolge al primo morso, la domenica mattina è diventato un classico fare colazione con le loro sfogliatelle.
  • Pasticceria Sirica (via Francesco Cappiello, 55). Qui siamo in provincia, a San Giorgio a Cremano, dove Sabatino Sirica dal 1976 sforna dolci tradizionali, tra cui le sfogliatelle ricce e frolle e la Santa Rosa. La lavorazione inizia il lunedì con gli impasti, per poi terminare in settimana con la composizione e la farcitura del dolce, secondo un rituale ben preciso.

E per voi quali sono le migliori sfogliatelle di Napoli?

  • IMMAGINE
  • Dora Sorrentino

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