Film e fornelli, quando due arti si incontrano

30 novembre 2013

Non mangio mai ostriche. Il cibo mi piace morto. Non malato, né ferito: morto!“. È con questa citazione di Woody Allen che si potrebbe sintetizzare il rapporto d’amore e odio tra cinema e cucina, due arti che sul grande schermo trovano il giusto humus sia per matrimoni indissolubili che per lotte all’ultimo sangue. Perché davanti alla macchina da presa il cibo si trasforma, è il carburante di passioni travolgenti ma anche di litigi furibondi, tali da far impallidire anche il migliore Tarantino. Se ci si muovesse come equilibristi su quel sottile filo che lega la pellicola alla forchetta, quali passi bisognerebbe compiere per non cadere nel vuoto?

Ecco una guida di sopravvivenza al “food-movie”, il cinema dove la cucina la fa da padrone. Una classifica delle pellicole più acclamate dentro e fuori Hollywood, suddivisa per generi ma anche per alimenti. Con due appendici speciali: gli alcolici e il cioccolato, le ossessioni più abusate dai registi.

Film romantici e drammatici

Meryl Streep in Julie & Julia

Amore e dolore, una rima tutt’altro che coincidenza anche sul grande schermo.La cucina che caratterizza queste opere è spesso di sfondo, non è protagonista ma serve ai personaggi per indagare ed esplicare paure e sentimenti. Si cucina per amore, ci si abbuffa dopo un tradimento: il cibo è il mezzo, il farmaco, l’arma per non soccombere.

  1. Julie & Julia: Julia Child, prima icona della food-TV negli anni ’60, rivive trent’anni più tardi nell’esperimento della blogger Julie Powell, che ne riproporrà fedelmente le ricette. Tra risate sincere e lacrime incontenibili, una storia di crescita personale con una magistrale Meryl Streep.
  2. La Cuoca Del Presidente: la trasposizione romanzata al cinema della vita di Danièle Mazet-Delpeuch, la cuoca di François Mitterand, tra buon cibo e scandali di palazzo.
  3. Mangiare Bere Uomo Donna: Taipei negli anni ’90, tra tradizione e modernità, spiegata dall’affascinante rito con cui tre giovani sorelle e il padre appianano ogni divergenza con la cucina. L’Ang Lee che non ti aspetti. Davanti alla macchina da presa il cibo si trasforma, è il carburante di passioni travolgenti ma anche di litigi furibondi
  4. Per Incanto o Per Delizia: Isabella soffre di motion sickness: non può salire su mezzi che lei stessa non guida. Così ha passato l’infanzia in reclusione, diventando un’abilissima cuoca. Quando scopre il tradimento del marito, si trasferisce a San Francisco, diventa la regina dei fornelli in TV e tutti gli uomini le cadono ai piedi.
  5. Sapori e Dissapori: Kate è una perfida chef di successo, la cui vita è stravolta dalla morte della sorella. Adottata la nipote, assume l’aiuto cuoco Nick per aver più tempo da dedicare alla piccola. L’iniziale idiosincrasia si trasforma in splendido amore ma, a essere sinceri, Catherine Zeta-Jones ai fornelli non è molto credibile.
  6. Mangia, Prega, Ama: Una Julia Roberts in crisi di mezza età decide di cambiar vita passando dal cibo, la meditazione e l’amore. Nella prima sezione – “Mangia” – protagonista è Roma e la cucina italiana. Purtroppo anche lo stereotipo pizza, spaghetti e mandolino.

 Commedie e film comici

La grande abbuffata

La felicità è forse il sentimento più frequente che il cibo è in grado di stimolare. E non solo per la soddisfazione sul palato, ma anche perché diventa il mezzo per ironizzare sulle sfortune della vita, magari davanti a una tavola imbandita.

  1. La Grande Abbuffata: quattro uomini stanchi della vita decidono di farla finita, insieme. Non con pistole, cappi o droghe: raggiungeranno il Creatore mangiando fino a scoppiare. Peccato, però, che non sia la buona cucina ad ammazzarli. Un grande classico con un Marcello Mastroianni e un Ugo Tognazzi impareggiabili.
  2. Soul Kitchen: Zinos è il proprietario del Soul Kitchen, un ristorante in una zona non proprio chic ma frequentato da una clientela fissa, amante del rock e della birra a basso costo. Quando la fidanzata decide di trasferirsi a Shanghai, Zinos affida il ristorante al fratello. Ed è subito Bronx.
  3. Fuori Menu: quando la comunità gay punta alla Guida Michelin, tutto può succedere. Una divertentissima commedia con protagonista uno chef omosessuale con figlio al seguito, un calciatore gay velato e una maître di sala alla disperata ricerca di un compagno per la vita o anche solo per mezzora.La felicità è forse il sentimento più frequente che il cibo è in grado di stimolare
  4. Chef: un’imbianchino con il talento della cucina e un cuoco in crisi professionale si incontrano: insieme soddisferanno i reciproci sogni di vita, non prima di imbattersi in decine di situazioni al limite dello stravagante.
  5. Big Night: due fratelli, immigrati italiani negli States, non riescono a far decollare il loro ristorante. Soffocati dai debiti e prossimi al fallimento, un concorrente poco affidabile li trae in inganno, convincendoli dell’imminente arrivo al ristorante del più importante cantante italiano d’oltreoceano. Una commedia degli equivoci – con uno Stanley Tucci da manuale – che si risolve a pane e frittata.
  6. Butter: una cittadina dell’Iowa è ossessionata dal burro e dalle sue sculture. Quando una piccola bambina minaccerà il trono incontrastato della famiglia di scultori più in vista del paese, si innescherà una lunga lista di reazioni a catena a dir poco grottesche. Da vedere anche solo per ammirare Olivia Wilde nei panni della prostituta di periferia o Hugh Jackman in quelli del cowboy farfallone e un po’ ignorante.

Animazione e bambini

La fabbrica del cioccolato

Quando l’eccellenza cinematografica delle produzioni per bambini incontra la buona cucina, il risultato è irresistibile soprattutto per gli adulti. Tra cartoni animati, animazioni in 3D e incassi record, ecco il cibo sul grande schermo che diverte e commuove.

  1. Ratatouille: Remy ha un sogno, quello di diventare il primo topo chef di un ristorante francese a 5 stelle. Ma come entrare nel gotha della cucina, quando i topi sono sinonimo di malattie e scarsa igiene? Con l’aiuto di Linguini, un giovanissimo cuoco sull’orlo del licenziamento.
  2. La Fabbrica Di Cioccolato: Remake di Tim Burton dell’omonimo film del 1971, narra le vince di Willy Wonka, il proprietario della fabbrica di dolciumi più famosa al mondo. Pronto a trovare un successore, Wonka indice un concorso: i cinque bambini che troveranno il biglietto d’oro in una barretta di cioccolato, potranno visitare l’incredibile azienda fatta di fiumi di cacao, nani ballerini – gli Umpa Lumpa – e altre stramberie al marzapane. Ma solo Charlie, un bimbo di origine povera, riuscirà a non cadere nel vizio e nell’ingordigia.
  3. Piovono Polpette: Flint Lockwood è un’inventore imbranato che da sempre cerca di stupire i concittadini di Swallowmarina, senza peraltro mai riuscirci. Tutto cambia quando, per un errore di progettazione, la sua ultima macchina infernale schizza nell’atmosfera: dal cielo iniziano a piovere polpette e altre prelibatezze.

Dolci e cioccolato

Chocolat

La vera ossessione di Hollywood non sono gli omicidi, non è il sesso sbattuto in faccia allo spettatore senza troppi complimenti, non sono i thriller cervellotici con criminali psicopatici e vicini poco raccomandabili. La vera ossessione di Hollywood sono i dolci, in particolare il cioccolato. I titoli ad alto contenuto di glicemia sono innumerevoli, di seguito i tre diventati cult.

  1. Chocolat: Vianne è una donna per nulla spaventata dalla bigotta vita di provincia della Francia del 1959. Così, figlioletta al seguito, decide di aprire una pasticceria seguendo le sue doti di sopraffina cioccolataia. Poco amata dai cittadini per il suo stile di vita anomalo – il fatto che non si rechi in chiesa indigna la comunità – il tutto si complica quando la sua strada si incrocia con un giovane zingaro. L’erotismo schizza alle stelle e con esso la glicemia del cioccolato. Una Juliette Binoche perfetta, accompagnata da un Johnny Depp al culmine del suo sex appeal.La vera ossessione di Hollywood sono i dolci, in particolare il cioccolato
  2. Emotivi Anonimi: l’ansia di Angélique è davvero ingestibile. Non appena qualcuno le rivolge la parola, o solo incrocia il suo sguardo, cade a terra priva di sensi. Così decide di frequentare un gruppo di mutuo-aiuto, quello degli Emotivi Anonimi, senza però sortire alcun effetto dato che i partecipanti hanno paura a parlarsi l’un l’altro. Angélique è però una bravissima mastra cioccolataia e la sua vita giunge a una svolta quando, prima sotto mentite spoglie e poi direttamente, riesce a conquistare la pasticceria più rinomata della città.
  3. Il Favoloso Mondo Di Amelie: Amelie è una ragazza parigina che vive in un mondo tutto suo, svincolato dalla realtà, dove gioia per le piccole sorprese della vita e senso della giustizia la fanno da padrone. Il suo universo viene però scosso dall’incontro con un ragazzo nel bar in cui lavora. E, quando le cose non vanno per il verso giusto, tutto si risolve con la crème brulé.

Alcolici

Drinking buddies

Il matrimonio più duraturo nell’universo della settima arte è quello tra macchina da presa e alcolici. Non vi è film che si rispetti che non presenti almeno un buon bicchiere di vino rosso, un cocktail raffinato e un boccale di birra. E con essi tutto ciò che ne consegue in termini di ebrezza, tra misunderstanding, amori consumati voracemente ed eccessi a non finire.

  1. Drinking Buddies: Luke e Kate, da sempre amici sinceri e confidenti, lavorano nello stesso birrificio di Chicago. La loro innocua relazione si complica, però, quando i relativi partner si danno appuntamento per un weekend a quattro: le infatuazioni incrociate – e dosi industriali di ogni varietà di birra immaginabile – mandano all’aria ogni stabilità. Il film conquista il podio per l’estrema naturalità della recitazione di Olivia Wilde e Jake Johnson, quasi lo spettatore non si trovasse di fronte a una sceneggiatura ma alla ripresa in diretta di un’uscita fra amici, a un’opera di still-life in movimento. Il segreto di tanta credibilità lo svela lo stesso Johnson: con tutta quella birra, gli attori erano davvero ubriachi sul set.
  2. La Parte Degli Angeli: un gruppo di squattrinati e improbabili ladruncoli scozzesi cerca riscatto a una vita di povertà nel whisky. Non bevendolo, tuttavia, ma cercando di sottrarre un esemplare milionario da una distilleria locale. Divertente all’inverosimile, l’empatia dello spettatore è istantanea: per tutta la durata dell’opera si spera che i ladri possano finalmente farcela.Il matrimonio più duraturo nell'universo della settima arte è quello tra macchina da presa e alcolici
  3. The Rum Diary: Paul Kemp è un giornalista freelance costretto a trasferirsi da New York al Porto Rico, dove collaborerà con un quotidiano locale. Sull’isola caraibica scoprirà uno stile di vita che non solo lo porterà all’eccesso, tra l’inebriante rum e le donne, ma anche a fare i conti con se stesso. Dopo la versione tossicodipendente di Blow, ecco Johnny Depp in modalità ubriacatura.
  4. Un’ottima Annata: Max Skinner è un uomo d’affari senza cuore che eredita dal padre una cantina vinicola in Francia. Deciso a vendere la struttura, giunto sul posto si ricorda della sua infanzia spensierata, della gioia di godere delle semplici sorprese della vita. E non solo trova l’amore con la proprietaria del bistrot del paese, ma anche una figlia. Un Russell Crowe più romantico che mai.
  5. Una Notte Da Leoni (trilogia): che sia Las Vegas o Bangkok, la storia è sempre quella. Tre amici bevono troppo durante la notte di un addio al celibato e al loro risveglio non ricordano nulla. Parte così una caccia agli indizi per scoprire cosa sia successo, tra stanze d’albergo ricolme di tigri, tatuaggi tribali miracolosamente apparsi sulla fronte, rapimenti ed eccessi di ogni sorta. Esagerata e scontata, la saga è però uno dei maggiori successi al botteghino degli ultimi anni. Da vedere anche solo per godersi Zach Galifianakis in versione orso-rintronato.

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