Roma in 10 street food

14 marzo 2014

Da un paio d’anni lo street food è letteralmente sulla bocca di tutti, ma non si tratta di una moda: lo diventa se lo si declina in chiave etnica, vedi burger e noodle bar, ma in Italia il cibo di strada esiste da sempre. Fin dai tempi delle tabernae romane gli alimenti venivano esposti, cucinati e venduti direttamente sulle strade. Un bellissimo esempio di taberna si può ammirare nei Mercati di Traiano a Roma. Il successo odierno comunque è più che meritato, visto che in tempi di crisi il cibo di strada rappresenta il modo più gustoso, pratico ed economico per conoscere la cucina del territorio. Ecco 10 indirizzi per immergersi nella gastronomia romana, rigorosamente in versione street.

  1. roscioli_forno_dettagli_0014Iniziamo con l’immancabile pizza e mortazza all’Antico Forno Roscioli (via dei Chiavari, 34). La pizza bianca, sfornata calda a tutte le ore del giorno, rimane una delle migliori di Roma e la qualità della mortadella è stellare, ça va sans dire.
  2. Per la pizza al taglio è doveroso l’ennesimo ma pur sempre meritato elogio all’ormai celeberrimo Pizzarium (via della Meloria, 43). Gabriele Bonci rimane l’incontrastato guru della panificazione romana. La pasta delle sue pizze in teglia è sempre leggera, saporita, ben cotta e lievitata alla perfezione. I condimenti sono abbondanti e mai banali, sempre a base di materie prime di eccellente qualità.
  3. dar-filettaro-a-santa-barbara-20111129-153623Proseguendo verso Campo de’ Fiori fermatevi Dar Filettaro a Santa Barbara (largo dei Librari, 88). Da decenni Marcello e Loredana Cortesi servono squisiti filetti di baccalà in pastella. Fanno tutto loro: dalla spugnatura alla tripla frittura in olio a 3 diverse temperature. Passeggiare per gli antichi vicoli di Campo de’ Fiori con un filetto di baccalà rovente in mano in una mite serata romana è un’emozione da provare almeno una volta nella vita.
  4. Nuovo SupplizioI migliori supplì li trovate da L’Arcangelo (via Gioacchino Belli, 59), un ristorante vero e proprio. Una volta assaggiato il famoso Supplizio capita spesso di sciogliersi sulla sedia per il piacere. A breve l’antipasto darà il nome al nuovo locale di Arcangelo Dandini che aprirà al numero 143 di via dei Banchi Vecchi, dove sarà possibile godere di questi sugosi e croccanti supplì dal riso non scotto (cosa più unica che rara), in modo più informale.
  5. In un articolo sul cibo di strada romano non può mancare il classico panino con la porchetta. Se non avete la possibilità di fare una gita ad Ariccia, punto di partenza mattutino di tutte le porchette vendute in città, fatevi un giro fra i colori del Mercato Trionfale (via Andrea Doria, 3). Da Alina (banco 247) la porchetta arriva intera e fumante tutte le mattine. Mi raccomando: fatevi mettere all’interno del panino anche un pezzetto di cotenna da far scrocchiare sotto i denti.
  6. 00100È nato il 2 aprile 2008 ma possiamo già annoverarlo fra i cibi tipici della capitale. È il trapizzino di 00100 (via Giovanni Branca, 88) di Stefano Callegari, un croccante triangolo di pizza bianca farcito con i sugosi secondi piatti della tradizione romanesca: coda alla vaccinara, bollito alla picchiapò, trippa alla romana, coratella, padellaccia di maiale e molti altri. Ci sono anche numerose varianti vegetariane e vegane per farcire il trapizzino: melanzane alla parmigiana, ceci al rosmarino, zucca e mandorle. Venire a Roma e non assaggiare i trapizzini è come dimenticarsi di visitare il Pantheon.
  7. Da non perdere i panini della Trattoria Epiro (piazza Epiro, 25) a San Giovanni. Si tratta di un bistrot con 15 posti a sedere e un piccolo bancone dove, oltre ai piatti alla carta, si possono gustare ottimi panini. Le farciture cambiano ogni giorno ma restano a base di ingredienti locali freschi di giornata. Qualche esempio? La Ciabatta con punta di petto di vitella e cicoria saltata, il Kebab di baccalà, la Focaccia con collo di maiale verza e salsa BBQ fatta in casa.
  8. mallone eatalySe siete appassionati di cibo e vi trovate nella capitale non potete non visitare il grande bazar in versione tricolore: Eataly (piazzale XII Ottobre 1492). Quello della Capitale è il più grande negozio della catena fondata da Oscar Farinetti: 4 piani di ristorantini, cibi, vini e aule didattiche. Anche il cibo di strada non manca: ottime le piadine dei fratelli Majoli, i panini di Alessandro Frassica e le specialità della friggitoria, firmate Pasquale Torrente, come i malloni ripieni di scarola e i cartocci di alici di Cetara.
  9. Passando ai dolci, il più rappresentativo di Roma e senz’altro da passeggio è il maritozzo, un soffice e saporito pan brioche stracolmo di panna montata da gustare a colazione. Esistono numerose pasticcerie storiche in cui assaggiare questa bomba di gusto ma una delle migliori resta Regoli (via Dello Statuto, 60) nel quartiere Esquilino, a pochi passi dal mercato di Piazza Vittorio. Ottimi anche i dolci al cucchiaio, la bavarese e, immancabili in questo periodo, le zeppole di San Giuseppe ripiene di crema pasticcera e marmellata di visciole.
  10. grattachecca-la-sora-mariaChiudiamo in freschezza con la grattachecca, versione più rustica della granita. A differenza di quest’ultima in cui acqua e ghiaccio si mischiano prima di congelarli, la grattachecca si fa raschiando con forza un grande blocco di ghiaccio, la checca: il trito di ghiaccio così ottenuto s’insaporisce con sciroppi a base di frutta. I chioschi dei grattacheccari fedeli al vecchio metodo ormai si contano sulle dita di una mano ma il più famoso è senz’altro quello della Sora Maria (via Trionfale angolo via Bernardino Telesio). Le sue vivaci grattachecche attirano sempre molti avventori ma anche l’attesa fa parte del gioco: dopotutto un infallibile metodo per scoprire i migliori cibi di strada consiste nel misurare la lunghezza della coda fuori dal negozio.

I commenti degli utenti