5 modi di rovinare irrimediabilmente le patatine fritte

22 ottobre 2015

Poche cose al mondo placano il palato come la cioccolata, i biscotti e le patatine fritte inzuppate nel ketchup. Ora, se non siete Ernst Knam o Nonna Papera, è probabile che la credenza contenga una buona tavoletta o un pacco di cibo da sgranocchiare. Per le patatine fritte, invece, quelle calde e croccanti e con la cui frittura i vestiti si impregnano, bisogna stare attenti ad alcuni semplici passaggi, ma soprattutto a evitare 5 errori madornali che le rovinerebbero irrimediabilmente.

  1. patata rossaSbagliare il tipo di patata. No, i tuberi non sono tutti uguali: fareste mai un millefoglie di caprese con i pachino? O un sughetto sciuè sciuè con un pomodoro verde? Allora non tentate le patatine fritte con patate farinose e ricche di amido come le patate bianche. Procuratevi quelle a buccia rossa, come le Kuroda, o a pasta gialla, come le Primura o Penelope. E se sono vecchie, tanto meglio.
  2. tagliare patateTagliare a caso le patate. La frittura ha una sua scienza precisa, che pretende pezzi tutti uguali. Quindi eliminate tagli sbilenchi e concentratevi per 10 minuti sul tagliere come foste a una eliminatoria di Masterchef: bastoncini da 4 mm frutto di attenta pelatura sono il vostro obiettivo (ma se voleste strafare, con la buccia sono ancora meglio).
  3. patate in acquaDimenticare l’immersione. La mamma non vi voleva bene da bambini, se non vi ha insegnato che il vero segreto del perfetto cartoccio di patatine fritte sta nell’acqua. Se non immergete i bastoncini – o i dadini – in una ciotola di acqua fredda per 2-3 ore per poi asciugarli con cura, non otterrete mai la crosticina croccante che segna il confine tra i vincenti e i perdenti della frittura compulsiva.
  4. poco olioUsare poco olio. Le cose, quando si fanno, vanno fatte bene. Non ha senso ammorbare le tende, i coinquilini e i gatti del vicinato con la puzza di fritto per poi cuocere le patate in un bagnetto d’olio scarso. Abbondate: pentola capiente e olio a sufficienza per far galleggiare le patatine, perché il contatto con il fondo rovina il sapore e la consistenza.
  5. patatine fritteTrascurare la doppia cottura. Il film sta per cominciare e ancora non avete il vostro cartoccio di fritto in mano: state per cedere alla tentazione di lasciare a cuocere per un tempo indefinito fino a quando non sentirete i morsi della fame. Non lo fate, esistono i videoregistratori apposta: voi proseguite con la prima cottura a 150 °C per circa 6-8 minuti, poi scolatele, lasciare riposare e alzate fino 180-190 °C per rituffarci le patatine giusto un paio di minuti e poche per volta. A quel punto, quando la crosticina comincia ad avere quel colorito più scuro e grinzoso, scolatele sulla carta assorbente senza sovrapporle, salate e stappate la birra: la serata può cominciare.

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