Tutti i modi per sfruttare una buona bottiglia di gin

16 Settembre 2019

Il gin è un distillato dalle molte facce: nato come bevanda medicinale a base di ginepro nei Paesi Bassi, dopo alcuni decenni fu alla base di una delle peggiori epidemie di alcolismo nel Regno Unito. un distillato dalla storia travagliata che oggi sta vivendo una rinascita Divenne addirittura oggetto di leggi per limitarne e regolarne la produzione – mentre in India veniva ancora utilizzato, in combinazione con l’acqua tonica, per combattere le malattie tropicali. La storia travagliata, la possibilità di usare una gran quantità di aromi diversi e la diffusione in tutto il mondo hanno contribuito alla nascita di tante varianti diverse di gin; ma senza andare a guardare troppo lontano, anche nella cucina o nel salotto di casa è possibile realizzare tante ricette che vedono protagonista il distillato al ginepro. Sulle proprietà medicinali ci sarebbe forse da discutere, ma la componente ludica e aromatica è sempre assicurata.

  1. Il primo modo per utilizzare il gin è ovviamente di berlo così com’è. Meglio farlo usando un bicchiere – e meglio ancora se il bicchiere è un tumbler corto, che favorisce la circolazione dell’aria, oppure un calice, così che il gin e i suoi aromi rimangano a temperatura ambiente.
  2. Probabilmente però il metodo più conosciuto per bere il gin è di mescolarlo con l’acqua tonica e di aggiungere una fettina di limone. Il gin tonic è uno dei long drink più diffusi in tutto il mondo: la storia narra che venne inventato in India, dai soldati inglesi. All’epoca si incoraggiava il consumo di acqua tonica, preparata con il chinino per combattere la malaria: ma proprio il chinino rendeva la bevanda molto amara. I sudditi della regina decisero quindi di allungarla con il gin.
  3. Dagli Stati Uniti è arrivata invece all’inizio del Novecento l’invenzione del Martini cocktail. In questo caso, sei parti di gin vengono mescolate con una parte di dry vermut (come il Martini, vermut torinese che da allora viene confuso con il cocktail): la miscela è in grado di esaltare gli aromi di entrambe le componenti. Esistono molte varianti, per lo più riguardanti la decorazione: il Martini cocktail può infatti essere servito con un’oliva, con una scorza di limone o di altri agrumi, o perfino con una cipollina.
  4. In generale, il gin si può utilizzare per la preparazione di moltissimi cocktail e long drink: fra i più famosi ci sono il Gimlet (con cordiale al lime), il French 75 (con champagne, zucchero e limone), il Gin Fizz (con soda e succo di limone) e l’italiano Negroni (con vermut dolce e Campari).
  5. Il gin può essere bevuto anche caldo. In realtà, a essere consigliato nelle fredde serate invernali non è proprio il gin, ma lo Sloe Gin: un liquore preparato con l’infusione di gin e bacche di prugnolo. Lo Sloe Gin si può comprare già pronto, oppure preparare in casa nel giro di qualche mese usando gin,  zucchero, prugnole, cannella o chiodi di garofano secondo i propri gusti.
  6. Per chi il gin preferisce mangiarlo, esistono diverse possibilità. La prima è di usarlo per marinare il salmone oppure il pollo: le componenti grasse ma delicate della carne e del pesce ben si combinano con gli aromi del distillato, che a fine cottura risulteranno presenti ma attenuati.
  7. Una seconda possibilità è invece di esaltare il gusto del gin usandolo per preparare una salsa: in questo caso è meglio scegliere piatti dal sapore già intenso, come gli arrosti. Famosa è una ricetta di Davide Scabin con rognone e salsa al gin: per preparare la salsa, lo chef consiglia di cominciare con un soffritto di scalogno e prezzemolo, sfumare con lo champagne, aggiungere brodo, panna, salvia, bacche di ginepro e senape. Solo alla fine si aggiunge il gin, a cui si dà fuoco per consumare parzialmente l’alcol.
  8. Se preferite i primi, provate a usare il gin anche per condire la pasta. Per la precisione, utilizzatelo per sfumare in padella condimenti ricchi e saporiti come la trota salmonata, il salmone o anche i carciofi.
  9. Il gin è a volte utilizzato anche in pasticceria: la sua componente aromatica si combina particolarmente bene con le creme agli agrumi. Il distillato si può quindi utilizzare per le crostate al limone, al mandarino, alle arance; oppure per mousse e creme sempre dal profumo agrumato.
  10. Se invece cercate una conclusione semplice e rinfrescante, guardate ai ghiaccioli. I ghiaccioli al gin tonic sono semplicissimi da preparare: basta avere l’accortezza di non usare troppo gin (o il punto di congelamento si abbasserà troppo) e magari ricordarsi di aggiungere negli stampi una o due fettine sottili di lime o limone come decorazione.