Burro d’arachidi: storia e ricette di un mito americano

27 Agosto 2021

Il burro d’arachidi è una delle più famose creme spalmabili, simbolo della cucina a stelle e strisce. Oggi è diffusa e apprezzata in tutto il mondo, anche perché è un ottimo sostituto del burro per ricette vegane o pensate per intolleranti al lattosio. Si può acquistare già pronto oppure prepararlo in casa in poche semplici mosse. La ricetta è infatti molto semplice e bastano quattro ingredienti: arachidi, zucchero di canna, olio di semi e un pizzico di sale. Ma come è nata questa gustosa crema? La sua origine è davvero americana?

Storia del burro d’arachidi

Effettivamente tutto ha avuto inizio sul continente americano, ma a partire dal Sud. L’arachide è infatti una pianta leguminosa originaria del Brasile. Gli Inca in Perù usavano le noccioline come offerta agli dei e gli Atzechi erano soliti mangiare una pasta sminuzzando e pestando le arachidi. Attraverso queste popolazioni, le noccioline entrarono in contatto con gli europei che le diffusero poi in Asia e in Africa. E sembra che furono proprio gli schiavi africani a introdurle nell’America del Nord a inizio ‘700.

Dopo questo lungo viaggio tra i secoli e i continenti, è in questa parte del mondo che le noccioline sono diventate protagoniste di una ricetta speciale. Inizialmente erano considerate un cibo per i poveri e gli animali ma poi conquistarono i palati dei soldati impegnati nella guerra di Secessione (1861-65). Iniziarono a essere vendute in strada, tostate e ancora calde, fino ad arrivare al famoso burro. C’è chi ne attribuisce la paternità all’agronomo afroamericano George Washington Carver che ebbe, in realtà, un altro merito: a fine Ottocento incoraggiò i proprietari terrieri a convertire le coltivazioni di cotone e investire sulle arachidi. Creò circa 300 prodotti con questo legume, tra cui una salsa piccante e uno shampoo, ma la nascita del burro di arachidi la dobbiamo a un altro personaggio. Un nome che tutti conosciamo, il dottor John Harvey Kellogg, lo stesso che ha ideato i corn flakes, i cereali per la colazione. Nel 1895 brevettò un burro preparato macinando le arachidi crude, che proponeva come pasto salutare e proteico ai pazienti del suo lussuoso centro di cura, il Battle Creek Sanitarium. E non è l’unica coincidenza di questa sfiziosa storia.

L’uomo d’affari George Bayle, che nel 1894 aveva iniziato a commercializzare il burro d’arachidi come snack, nel 1904 presentò infatti la sua ricetta all’esposizione universale St. Louis, in Missouri. Curioso che allo stesso evento sembra sia stato proposto per la prima volta anche il cono gelato. Che poi, diciamo la verità, il gusto al burro d’arachidi è anche buono…e allora vediamo come usare in cucina questo ingrediente.

  1. Salsa satay. Questa specialità tipica del Sud-Est asiatico è perfetta in abbinamento alla carne. In Indonesia, per esempio, ci condiscono gli spiedini di pollo, mentre in Thailandia quelli di maiale. Ogni paese ha una ricetta leggermente diversa. Solitamente il burro di arachidi viene mescolato con latte di cocco e curry. Possono poi essere aggiunti succo di lime, tamarindo, lemongrass, zenzero, peperoncino, salsa di soia a seconda delle tradizioni locali e del gusto personale. Provate la salsa satay anche per condire le insalate, i noodles, il tofu o gli involtini primavera.
  2. Mafè. Si tratta di una zuppa di carne diffusa in Africa. Il manzo o il pollo vengono fatti stufare nel brodo. Sono poi aggiunte le verdure e il burro di arachidi e/o le noccioline tritate, che donano un sapore unico al piatto. Altra particolarità: tra le spezie usate in questa ricetta non può mancare il peperoncino. Aveva ragione George Washington Carver a proporre qualcosa di piccante a base di arachidi.
  3. Curry. Con questo termine non si intende solo un mix di spezie ma una serie di piatti speziati dalla consistenza morbida. Non stiamo parlando di zuppe ma piuttosto di stufati di carne, pesce o verdure, sempre accompagnati da riso bianco bollito. In Thailandia per esempio si prepara una di queste pietanze mescolando aglio, cipolla, zenzero, curry rosso, latte di cocco e burro di arachidi. Si possono aggiungere bocconcini di pollo oppure semplicemente delle verdure che acquisteranno così un sapore diverso dal solito.
  4. Hummus: stanchi della solita crema di ceci?  Rivoluzionate la ricetta tradizionale sostituendo la salsa di sesamo (tahina) con il burro di arachidi. Stessa quantità, ma sapore diverso. Versatela insieme a tutti gli altri ingredienti dell’hummus (ceci, aglio, succo di limone, olio extravergine e sale) nel frullatore e azionate fino a ottenere una pasta omogenea e liscia. Servite questa sfiziosa preparazione su dei crostini e decorate con paprica dolce e prezzemolo fresco.
  5. Sandwich. Il peanut butter and jelly sandwich è una delle ricette più famose degli Stati Uniti, ma con questa preparazione gustosa possiamo creare tanti tipi di panini diversi, anche salati. Sostituite la confettura con petto di pollo alla griglia o uova strapazzate. Se amate i sapori forti aggiungete qualche goccia di salsa piccante sriracha. Altra combinazione interessante e non banale è un sandwich al burro di arachidi con fettine di mela grigliata, miele e bacon. Non male, vero?
  6. Frullato & co. Abbiamo visto come questa crema americana possa dare un sapore nuovo a tanti piatti salati, ma lo avete mai provato in una semplice bevanda? Prendete allora un frullato di banana e unite un cucchiaino di burro di arachidi. La vostra merenda sarà molto più golosa. La stessa cosa può essere fatta con uno smoothie. Sostituite il latte vaccino con il latte di mandorla e aggiungete un pizzico di cannella per dare una maggior complessità al tutto.
  7. Muffin. Questi dolcetti di origine anglosassone vengono spesso arricchiti dalla saporita crema. Non è però l’unico sapore dominante perché con il suo gusto deciso potrebbe stancare. Ecco che allora vengono spesso aggiunte gocciole di cioccolato oppure si usa il burro di arachidi per dare una spinta in più alle classiche ricette di muffin alla banana o al cioccolato o ancora ai muffin vegani. Avete voglia di qualcosa di veramente goloso? Questo speciale burro ha la consistenza di un’altra amatissima crema spalmabile: la nutella. Vi basterà allora seguire la nostra ricetta di muffin con cuore di nutella e sostituire quest’ultima con il burro di arachidi per portare in tavola qualcosa di irresistibile.
  8. Biscotti. Peanut butter cookies li chiamano negli Stati Uniti e sono una delle preparazioni tipiche di questo grande e variegato Paese. Se volete proporre una colazione o una festa a tema oppure semplicemente avete voglia di sentirvi in viaggio oltreoceano per qualche morso, mettete le mani in pasta nei biscotti al burro di arachidi. Questo particolare ingrediente non solo darà un gusto diverso alla vostra frolla ma ne renderà l’impasto più friabile. Pensate che la ricetta risale al primo decennio del Novecento ma solo negli anni ’30 si diffuse l’abitudine di imprimere le punte di una forchetta sulla superficie di ogni biscotto. C’è chi dice che questo aiuti a raggiungere una cottura più uniforme visto che l’impasto è molto denso.
  9. Ghiaccioli. I biscotti sono perfetti a colazione o come merenda, ma come gustare questa specialità americana in una calda sera d’estate? Negli Stati Uniti hanno trovato la soluzione mescolando semplicemente burro di arachidi, yogurt greco o latte e sciroppo d’acero. Il composto viene versato negli stampini per ghiaccioli e messo in freezer. I più golosi aggiungono una copertura di cioccolato fondente e croccanti noccioline tritate. Una sfiziosa variante è quella che prevede l’aggiunta di banane mature frullate, perfetta anche per i vegani che potranno sostituire lo yogurt con il latte di cocco oppure di mandorla.
  10. Crostata. Questa preparazione sta ormai conquistando tutto il mondo, anche il nostro Paese dove è diventato protagonista di ricette classiche. È il caso della crostata che può essere, per esempio, farcita con una crema a base di burro di arachidi. Si può poi aggiungere uno strato di confettura o di ganache al cioccolato per rendere il tutto ancora più interessante. Alcuni però adottano una soluzione alternativa: aggiungono la crema all’impasto della frolla, soprattutto se si tratta di una ricetta vegana. Farciscono poi la crostata con la confettura di fragole o di ciliegie. Interessante interpretazione, vero?