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Che cos’è (e come si usa) la farina di psillio

di Marta Manzo 13 Novembre 2023 12:00

Ottenuta dai semi di una pianta, di origine mediorientale, questa farina è infatti un ingrediente piuttosto versatile, in grado peraltro di apportare benefici al nostro organismo

Tra i prodotti che non dovrebbero mai mancare in una dispensa di cucina senza glutine e/o vegana c’è sicuramente la farina di psillio. Ottenuta dai semi di una pianta, di origine mediorientale, questa farina è infatti un ingrediente piuttosto versatile, in grado peraltro di apportare benefici al nostro organismo. Ecco che cos’è (e come si usa) la farina di psillio.

Che cos’è lo psillio

Partiamo dalla pianta: lo psillio non è altro che la Plantago Psyllium, cioè una pianta erbacea officinale nativa dell’Asia occidentale e meridionale di cui esistono molte varietà. In questo caso parliamo della Plantago Ovata, molto coltivata in India, la cui farina – detta anche “bucce di psillio – si ottiene dalla cuticola dei semi.

Che cos’è la farina di psillio

Dalla macinazione della cuticola di rivestimento dei semi, che viene semi-polverizzata o ridotta in scaglie fini, si ottiene la farina di psillio. Che, grazie al suo alto contenuto di mucillagini (fibre solubili), riesce a dare ottimi risultati addensanti anche quando utilizzata in poche quantità.

Il seme della Plantago Ovata, infatti, è ricoperto da questo strato con caratteristiche mucillaginose – dense e vischiose – ed è proprio questo speciale rivestimento a rendere lo psillio un ottimo legante e “strutturante”, soprattutto per gli impasti.

Come usare la farina di psillio in cucina

Heap of psyllium husk in wooden bowl on wooden table table. Psyllium husk also called isabgol is fiber derived from the seeds of Plantago ovata plant found in India.

Chi si è già cimentato con impasti e lievitati gluten free conosce la difficoltà di sfornare una pizza o un pane perfetti senza ricorrere al salvifico aiuto della maglia glutinica. Fortunatamente, la farina di psillio arriva in soccorso a chi vuole ottenere un buon risultato senza glutine senza ammattire troppo.

Grazie alla presenza delle mucillagini, infatti, le bucce di psillio aumentano di volume in maniera esponenziale e rilasciano una sostanza gelatinosa che riesce a strutturare l’impasto, perché imita l’azione svolta dalla maglia glutinica trattenendo l’anidride carbonica.

Ne bastano poche quantità per avere ottimi risultati: la giusta dose dovrebbe andare dall’1,5% fino al 3% del peso totale delle farine, con modulazioni in base alle caratteristiche delle farine che si utilizzano  e al risultato complessivo che si vuole ottenere.

Anche nella pasta fresca senza glutine

Heap of psyllium husk in wooden bowl on wooden table table. Psyllium husk also called isabgol is fiber derived from the seeds of Plantago ovata plant found in India.

La farina di psillio è anche l’ingrediente giusto da utilizzare per preparare la pasta fresca senza glutine: in virtù delle sue capacità, infatti, le consente di restare compatta e di non spezzarsi. La percentuale richiesta, in questo caso, è di circa il 4% sul totale di farina, sufficiente per un risultato elastico, ma non gommoso.

O come sostituto dell’uovo

Nella cucina vegana, inoltre, la farina di psillio si utilizza spesso come sostituto dell’uovo. Le bucce di psillio, infatti, a contatto con l’acqua e dopo un brevissimo riposo, acquistano una consistenza densa e gelatinosa che ricorda l’uovo crudo.

Per un risultato ottimale serve 1 cucchiaio di farina di cuticole di psillio unito a 3 cucchiai d’acqua. Dopo aver lasciato riposare circa 15 minuti, l’uovo vegano è pronto. Un “uovo” di psillio equivale a un uovo comune, dunque la sostituzione è in rapporto 1:1.

Le proprietà salutistiche dello psillio

psillio

Visto che è apprezzato per il suo contenuto di fibre, l’assunzione di psillio può essere utile anche per le sue proprietà salutistiche. È molto frequente, infatti, trovarlo in vendita in polvere o capsule come lassativo naturale, per favorire la regolarità del transito intestinale e supportare le funzioni del sistema digerente.

Con azione meccanica e osmotica, le bucce di psillio hanno infatti la capacità di richiamare acqua all’interno dell’intestino, promuovendo la formazione di un gel voluminoso che ne aumenta il movimento e facilita l’evacuazione, senza irritare le pareti interne dell’apparato.

Dove si compra la farina di psillio

Per quanto riguarda l’uso alimentare, la farina di psillio si trova normalmente in vendita in polvere, in bustine oppure sfusa. Facile da rintracciare nei negozi dedicati all’alimentazione vegana, si può comprare ancor più agevolmente online.

Basta scrivere, infatti, nella barra di ricerca “farina di psillio” o “bucce di psillio” per avere un quadro completo dell’offerta. Importante, però, è fare attenzione al contenuto del prodotto: deve, infatti, assolutamente riportare, tra gli ingredienti,  la dicitura cuticola.