10 ristoranti da provare a Siena

8 aprile 2014

Mille vessilli scintillano al sol, sventola il bianco col nero color di Siena, una città che non ha bisogno di presentazioni, la mia città, che mai come in questo momento è tutta infervorata da una lunga serie di eventi e mostre. Città candidata a Capitale Europea della Cultura per il 2019, non si accontenta di mettere in mostra i suoi tesori storici, come il Palazzo Pubblico, Il Duomo o la piazza del Campo: dalla primavera ormai sbocciata al prossimo autunno si potrà spaziare tra una vera girandola di avvenimenti. siena è una città d'arte ricca di eventi di ogni tipo e ristoranti in cui assaggiare la gastronomia locale Il Santa Maria della Scala, il vecchio spedale ora adibito a museo, da poco tempo ha visto il debutto al suo interno del nuovo ufficio turistico e da pochi giorni è stata inaugurata la mostra sul vignettista Staino, dal titolo Satira & Sogni. Altro grande tabù, caduto di recente, è il divieto di entrare in centro storico con le bici: grazie anche al sempre più affluente traffico di pellegrini che a piedi o in bicicletta percorrono l’antica via Francigena, i bikers potranno tranquillamente girare in bicicletta per le vie cittadine, rispettando le regole di sicurezza. E se tutto questo non vi basta ci sono le contrade protagoniste con le loro feste patronali dedicate ai Santi che le proteggono, perchè Siena non è viva solo per i giorni di Palio, ma tutto l’anno. Oltre all’arte un elemento importante della città della Balzana è l’enogastronomia: con ben 5 DOCG (Chianti Classico, Chianti, Brunello di Montalcino, Nobile di Montepulciano e Vernaccia di San Gimignano) è una delle capitali del vino e anche i suoi rinomati dolci come i ricciarelli e il panforte hanno ottenuto l’Igp. Ecco una breve lista di ristoranti, tra classici e innovativi, dove mangiare a Siena durante i ponti primaverili.

  1. Da DinoTrattoria Dino (Casato di Sopra, 71) : se ancora si respira il profumo della carne alla griglia per il Casato e zone limitrofe, è merito di Roberto e Donatella, gli eredi di Dino. Crostini toscani, pici cacio e pepe o tagliatelle all’anatra per iniziare, ma ci si viene soprattutto per la carne: Fiorentina, costate, ma anche ossobuco alla senese, il fritto fatto in padella e il coniglio alle olive.
  2. La Grotta di Santa Caterina – Da Bagoga (via della Galluzza, 26): ogni fantino che corre il Palio viene subito ribattezzato e Piero Fagnani, cultore della cucina senese e delle ricette del grande gastronomo Giovanni Righi Parenti, vanta il soprannome di Bagoga. Piero Omaggia la città con le pappardelle al cinghiale, la cinta senese, e il gallo indiano, antica ricetta che altro non è che il tacchino abbinato alle spezie del panforte.
  3. taverna di san giuseppe - enrico de santis - bassaLa Taverna di San Giuseppe (via G.Duprè, 32): situata nella contrada dell’Onda è una delle enoteche più fornite, scavata nel tufo. La Taverna propone una solida cucina senese che comprende pici, ribollita alla vecchia maniera, gnocchi verdi, la Fiorentina di Chianina e il filetto ai porcini, quando la stagione lo consente.
  4. Il Vinaio di Bobbe e Davide (via di Camollia, 167): più che una trattoria è proprio un’osteria e alimentari gestita da Bobbe e Davide e frequentata dai contradaioli dell’Istrice. Famosa per le colazioni nei giorni di Palio, qui ci si viene per la trippa, le acciughe sotto pesto, sia per fare uno spuntino o per un pasto completo. Un gottino di vino locale è perfetto da abbinare al baccalà, ai fegatelli, ma anche ai salumi di cinta senese.
  5. da guidoDa Guido (vicolo Pier Pettinaio, 7): situato in pieno centro, è un locale che ha visto passare tante celebrità. Con una cantina scavata nel ventre della città, Guido è rinomato per tartufi, funghi e bistecca. In stagione è da provare il risotto alla zucca e salsiccia, così come i maltagliati al sugo di ossobuco. Altra specialità della casa è la guancia di Chianina.
  6. Il Mestolo (via Fiorentina, 81): la fusione tra Ferrara e Napoli ha partorito un ristorante di pesce di qualità dove si cucina il pescato a seconda della disponibilità, anche se il crudo di mare e il baccalà non mancano mai. Pesce che viene esaltato nelle paste fresche e nelle cotture al forno e nei guazzetti: da provare la pappa al pomodoro con le cozze.
  7. la compagnia dei vinattieriLa Compagnia dei Vinattieri (via delle Terme, 79): è un’enoteca con cucina che sa stupire, dove il livello di attenzione alle materie prime e alle preparazioni è sempre molto alto. Tante le proposte di vino al calice, da abbinare al Collo di gallina ripieno o all’Hamburgher di cerbiatto e carciofi. I pici non mancano mai, visto che sono impressi nel DNA senese, ma valgono il pasto anche i Ravioli ripieni di anatra e pesto di salvia.
  8. Il Boccone del Prete (via San Pietro, 17): il delizioso locale ha cambiato il pelo ma non il vizio, ovvero si è rinfrescata la sede, ma la missione di offrire una cucina tosco-rivisitata e alternata al menu del giorno non si è esaurita. Ci si viene per mangiare le Crespelle di baccalà e la zuppa di ceci o il filetto di maiale con cipolle stufate. Si termina in dolcezza con il Semifreddo al panforte.
  9. osteria-castelvecchio-20120522-220014Osteria Castelvecchio (via Castelvecchio, 65): il locale è risorto sulle ceneri di un ristorante quasi vegetariano ed è stato preso in gestione da giovani che alternano i sapori del mare con quelli di terra. Si spazia dal Tortino di branzino al Piccione al Vin Santo, dai Ravioli al nero di seppia con purè ai gamberi fino al maialino.
  10. Porri-One (via del Porrione, 28): si trova in una delle vie più movimentate della città, proprio dietro la piazza del Campo, e propone l’alta qualità a km zero. Si mangia dentro o fuori, direttamente sulla strada, il che armonizza cibo e vitalità. Essendo in Toscana non può mancare il piccione, preparato in due cotture, oppure il Petto d’anatra alla cannella. Altro fiore all’occhiello sono i dolci, molto ricercati e sopra le righe.

E voi quali ristoranti consigliereste a Siena?

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