Lione: l’itinerario gastronomico perfetto

9 maggio 2014

Lione per un gourmand è un piccolo paradiso: tradizione e modernità innestati a una splendida joie de vivre, a partire soprattutto da una messa a nuovo della città che nell’ultimo decennio l’ha resa più bella, vitale ed energica. E naturalmente imprescindibile per i golosi. Lione è la citta di Eugénie Brazier, la leggendaria Mère della cucina francese; la città del mito Paul Bocuse, il cui nome campeggia ovunque; la città di uno dei più grandi cuochi del XX° secolo, Alain Chapel, scomparso troppo giovane nel 1990, che a qualche chilometro da Lione, a Mionnay, aprì il ristorante che portava il suo nome e che ha chiuso definitivamente i battenti qualche anno fa.

Colazione

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Il vostro giro deve iniziare sin dal mattino al mercato Les Halles (102 Cours Lafayette), intitolato (guarda un po’) a Paul Bocuse. Un posto straordinario, un mercato perfetto e invero un filo costoso, ma con il meglio che si possa trovare in giro. Qualche esempio? La formaggeria Mons, che spazia sul meglio della produzione francese e non solo; macellai che espongono il meglio di polli (Bresse è a due passi), agnelli del Limousin e via discorrendo; Bahadourian e il suo regno di spezie; l’angoletto di Petrossian dove, accanto al mitico caviale, troverete i migliori cetriolini sottoaceto del mondo; e per finire gli straordinari salmoni di Inch’ka (ma non più il sommo prodotto del baltico, ahimè, non disponibile a causa dell’inquinamento).

Pranzo e aperitivo

Ostriche

Se poi più avanti durante la giornata vi coglie un languore, fate un salto da Merle o Chez Leon, sempre all’interno de Les Halles, a fare il pieno di di ostriche, boulot, lumache, gamberi e degli straordinari oursin bretoni. Per l’aperitivo potete andare da Ô Vins d’Anges (2 Place Bertone), dove troverete il best of del vino naturale francese in accordo con formaggi, salumi, pesci affumicati e quant’altro desideriate.

Cena

En Mets

A cena Lione offre opzioni per tutte le tasche. Potreste partire dal clan giapponese, capitanato indiscutibilmente da Katsumi Ishida, che ha fatto del suo En mets fais ce qu’il te plait (43 Rue Chevreul) un posto da non mancare mai nelle visite lionesi: ripulito ma non troppo da quell’aria esistenzialista di qualche anno fa, conserva ancora l’abitudine delle riviste e delle casse di vino sparse ovunque. La moglie di Ishida serve ancora in sala col suo accento francese molto particolare e genera una situazione surreale con chi non lo parla meglio fin dalla prenotazione telefonica. Nel locale di Katsumi Ishida proverete una cucina potente, diretta, senza compromessi: ho ricordi vividi di asparagi verdi, animelle e crema d’aglio o di una strepitosa sogliola con verdure primaverili e del sugo di carne. Il tutto restando poco sopra i 50 euro.

Il nuovo astro della bistronomia lionese, Guillaume Monjuré, dalla sua microcucina del Palégrié (8 Rue Palais Grillet) prepara da mangiare per non più di 30 persone a sera, mentre la moglie, invero un po’ professorina nel dirvi che vino dovete ordinare, sovrintende alla sala. Qualche leggera imperfezione: la straordinaria salsa al pompelmo era troppo poca per consentire un matrimonio perfetto con gli asparagi e il Polpo con la salsa al pimenton era fin troppo burroso nella consistenza. Convincenti invece i Cuori di anatra con gamberetti, da consumo compulsivo, e l’Agnello con salsa all’aglio orsino, cotto alla perfezione e odorante di brace. Très bien: 39 euro per quattro portate.

La vera grand table di Lione è La Mère Brazier (12 Rue Royale), da un lustro nelle mani affidabili e sicure di Matthieu Vonnay. Tutta la classicità del marchio maison, a partire dalla Poulard de Bresse en Vessie (piatto simbolo di Eugénie Brazier) e dalla Fricassea di animelle e astice; la cucina classica è intinta in piccoli tocchi di modernità ad esempio nella bella combinazione di carciofi e foie gras. L’esborso è importante ma per chi vuol spendere meno, accanto all’ingresso principale, la casa madre ha aperto un bistrot dove ci si può saziare di boudin noir e andouillette a prezzi competitivi.

In una città così dinamica le nuove aperture non mancano e ne abbiamo già appuntata qualcuna per le prossime visite: tenetevi pronti.

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