Cos’è l’halo halo e dove mangiarlo

2 Agosto 2019

L’halo halo è uno dei più famosi dessert e street food filippini. Considerato un vero e proprio comfort food, una ricetta semplice, ma efficace e altamente rinfrescante, a base di ghiaccio tritato e latte evaporato. il suo nome significa mescola mescola, un invito a mischiare tutti gli ingredienti Alcuni sostituiscono il latte evaporato con quello condensato per ottenere un prodotto più dolce. A questi pochi ingredienti sono aggiunti fagioli mungo, cocco in scaglie o sotto forma di gelatina (nata de coco), pezzetti di frutta fresca o candita, perle di sago (amido estratto da alcune specie di palma), confettura o gelato di ube (patata viola), pinipig (riso soffiato), leche flan (una specie di creme caramel filippino). Del resto il nome halo halo in tagalog, una delle lingue più parlate nelle Filippine, significa mescola mescola. Pensate che al festival musicale californiano Coachella di qualche anno fa la chef filippino-americana Isa Fabro ha proposto la sua variante all’energy drink Red Bull. Non c’è davvero limite alla fantasia!

Storia

Come si è arrivati a questa ricetta che ricorda un po’ la grattachecca romana? L’arcipelago asiatico ha subito a lungo l’influenza degli spagnoli. Una prima svolta culinaria si ebbe però nella seconda metà dell’Ottocento con i primi contatti con gli americani che introdussero il ghiaccio. l'influenza maggiore la ebbero i giapponesi con il loro kakigori Decisivo per la nascita dell’halo halo fu poi l’incontro con i giapponesi che occuparono l’isola dal 1942 al 1945. Secondo alcuni il dolce filippino si ispirò al mitsumame giapponese, un dessert a base di frutta, fagioli azuki e cubetti di gelatina. Sempre più storici (in primis, Ambeth Ocampo), però, sono convinti che la vera origine sia il kakigori sempre nipponico, una ciotola di ghiaccio tritato aromatizzato con sciroppi e latte condensato. Probabilmente gli occupanti iniziarono a variare la ricetta originale introducendo ingredienti locali come i fagioli mungo (o fagioli indiani verdi). Questo nuovo dessert prese il nome di mongo-ya e divenne particolarmente popolare a Manila, oggi capitale delle Filippine. Del resto, era qui che si trovava la fabbrica del ghiaccio costruita dagli americani nel 1902.

Dove assaggiare l’halo halo

Nelle Filippine l’halo halo è una ricetta molto diffusa e amata. Si trova negli empori di quartiere (sari-sari), nei chioschi di street food, nelle catene di fast food, nei caffè. Ognuno ha una sua versione della sua ricetta, colori e gusti diversi. E fuori dal continente asiatico? Vediamo insieme dove assaggiarlo in Italia e prepariamoci a una fresca estate:

  1. Milano: come in Asia, si può assaporare la fresca ricetta all’Halo halo bar (via Legnano), un chiosco vicino all’arena civica aperto da una coppia italo-filippina. Lo trovate poi nel menu del ristorante Bulaluhan sa Milan (via Popoli Uniti, 7) e in quello di Commissary Kitchen (via Cesare Beruto, 13). Ha chiuso invece i battenti la Gelateria Scarlatti 5, diventata famosa qualche anno fa per questa proposta al di fuori dal classico gelato italiano.
  2. Roma: famoso per il suo halo halo è il ristorante filippino Sarap (viale Giulio Cesare, 113/b). Provate anche quello della rosticceria Asia Delight (via Montebello 66), di Pinoy Fast Food (via Gaeta 21) e del Manila Restaurant (via Calatafimi 28-36).
  3. Napoli: tra una pizza e l’altra, nel capoluogo campano si ha anche la possibilità di spaziare nella cucina filippina e provare l’halo halo del ristorante Tambayan Sa Napoli (via Cristoforo Colombo 15/16).