Pasqua dal mondo: 15 ricette per celebrare

9 Aprile 2020

Pasqua è la grande festa della rinascita, in tutti i sensi. È il momento che sancisce l’inizio della primavera e della bella stagione (anche se Pasquetta ci riserva sempre qualche nuvoletta e qualche goccia). Questo avviene non solo in Italia, ma anche all’estero. ogni paese ha le sue tradizioni, i suoi sapori e le sue specialità La Pasqua è infatti un momento di festa e di cucina in varie parti d’Europa e del mondo. Ogni Paese ha le sue tradizioni, i suoi sapori e le sue specialità. Ci sono però degli elementi comuni, dettati un po’ dalla stagione – come le erbe aromatiche, gli asparagi, gli spinaci o i fiori d’arancio – e un po’ dalla simbologia religiosa. Largo spazio quindi a ricette a base di agnello, di uova e lievitati dolci o salati, per esempio. Vediamo però meglio nel dettaglio queste tradizioni e prepariamoci a un viaggio tra le ricette di Pasqua dal mondo.

  1. Pâté de Pâques Berrichon (Francia): oltre al cosciotto di agnello arrosto o lo stufato di agnello, in Francia è tradizione preparare e mangiare per Pasqua un paté, una specie di torta salata dalla forma allungata. All’interno di un involucro di pasta sfoglia trovate macinato di maiale e vitello, profumato con erbe aromatiche, e uova sode di quaglia o gallina. La ricetta è originaria della regione di Berry, nel cuore della Francia, ma è ormai diffusa in tutto il Paese. Nella zona di Poitou il pâté de Pâques può essere preparato con altri tipi di carne come pollo o coniglio e queste vengono profumate con un goccio di cognac.
  2. Drob de Miel (Romania): ha l’aspetto di un polpettone. La forma allungata e la presenza di uova sode all’interno ricorda il paté francese ma il sapore è molto diverso. L’ingrediente principale è costituito dalle frattaglie di agnello. Fegato, reni, milza, polmone, cuore possono essere mescolati a macinato di maiale o petto di pollo per chi non ama sapori troppo intensi. Generalmente poi si aggiungono cipollotti, aglio ed erbe aromatiche, come prezzemolo e aneto. Il tutto è servito circondato da foglie di insalata e ravanelli rossi, tipici di questa stagione.
  3. Uova in salsa verde (Germania): questa preparazione è tipica di Francoforte, ma è tradizione in tutta la Germania mangiare qualcosa di verde il Giovedì Santo, il giovedì che precede la Pasqua, il giorno dell’Ultima Cena. I prodotti di questa tonalità simboleggiano la purificazione e la primavera e, si dice, che portino buona salute per tutto il resto dell’anno. Le uova sode e le patate bollite vengono quindi immerse in una salsa a base di yogurt ed erbe aromatiche fresche e di colore verde, come prezzemolo, aneto, crescione, erba cipollina, borragine, acetosella, cerfoglio, pimpinella. Di solito non ci sono mai meno di sei tipi di erbe diverse, meglio ancora se una dozzina.
  4. Żurek (Polonia): questo stato europeo è famoso per le sue zuppe, che non possono mancare neanche il giorno di Pasqua. Żurek è una minestra di colore chiaro e dal sapore acido (żur in polacco), dato dalla fermentazione della farina di segale, processo che viene avviato all’inizio della Settimana Santa. Tra gli ingredienti non può mancare la salsiccia polacca chiamata biała kiełbasa, le uova sode, le patate e altre verdure a seconda delle usanze familiari. Ne esiste anche una versione preparata con la farina di grano fermentata. In questo caso si parla di żurek wielkanocny biały barszcz.
  5. Fanesca (Ecuador): anche in America Latina si festeggia la Pasqua (ma anche il periodo della Quaresima) con una zuppa ma, in questo caso, ha i colori caldi e vivaci dell’atmosfera ecuadoriana. Ogni regione e ogni famiglia ha una sua ricetta ma non possono mai mancare 12 tipi diversi di legumi e cereali, di cui alcuni tipici delle Ande. Perché 12? Perché rappresentano i 12 apostoli, mentre il baccalà, altro ingrediente imprescindibile della Fanesca, simboleggia il Cristo. Spesso e volentieri sono poi presenti uova sode, noccioline tostate, platano fritto, mini empanadas e verdure, come zucca, cavolo, zucchine, cipolla.
  6. Magiritsa (Grecia): il piatto forte della Pasqua è l’agnello arrosto e con le frattaglie di questa carne, il giorno prima, il Sabato Santo, si prepara una famosa zuppa. La tradizione vuole che sia mangiata dopo le funzioni religiose di mezzanotte. Tra gli ingredienti di solito non manca la lattuga romana, la cipolla e il profumo di aneto. In alcune regioni, la ricetta prevede anche il riso e, a seconda delle zone, può cambiare la consistenza e la cremosità del piatto. Il tutto è infine servito con una salsa a base di uova e limone che si chiama avgolemono.
  7. Bacalhau à Gomes de Sá (Brasile): il baccalà è di casa anche tra le famiglie brasiliane riunite per le feste. Del resto se si scrive in greco e in maiuscolo la parola pesce (IXTHYC) si forma l’acronimo dell’espressione “Gesù Cristo Figlio di Dio Salvatore” e proprio il pesce è uno dei più antichi simboli della cristianità. Per Pasqua si cucina lentamente in padella con le patate e le cipolle. Infine si serve con uova sode, olive nere e prezzemolo alla maniera del commerciante portoghese Gomes de Sá che, si dice, abbia inventato la ricetta nell’Ottocento. Altrimenti il baccalà può essere accompagnato semplicemente da patate e riso bianco.
  8. Easter Ham (Stati Uniti): non è Pasqua, soprattutto nel Sud degli Stati Uniti, se non si porta in tavola il prosciutto arrosto. Che cosa rende speciale questa preparazione è la dolce glassatura con zucchero di canna o miele. C’è poi chi aggiunge un goccio di bourbon, succo di arancia oppure di ananas, una punta di senape o confettura di albicocche. Un piatto scenografico e importante, accompagnato da insalata o da ortaggi cotti al forno, in particolare carote e patate. Sembra che questa tradizione sia stata importata negli Stati Uniti dai primi immigrati provenienti dal Nord Europa insieme al maiale, un animale sconosciuto allora a queste latitudini. Secondo alcuni, però, il prosciutto ha preso definitivamente il posto dell’agnello dopo la Seconda Guerra Mondiale perché era più pratico, economico e ce ne era una maggior disponibilità.
  9. Pinca (Croazia): le lunghe lievitazioni sono una componente comune a tante tradizioni pasquali. È ciò che avviene anche in Croazia dove in questo periodo dell’anno si porta in tavola la pinca. È un pane dolce al burro che si prepara il sabato per essere poi mangiato la domenica di Pasqua a colazione con una tazza di caffè. Lo riconoscerete facilmente perché sulla superficie, prima della cottura in forno, è disegnata una croce. Inconfondibile è poi il profumo di agrumi che emana grazie alla presenza di scorze di arancia e di limone. Di solito l’impasto è arricchito da frutta candita, uvetta e qualche cucchiaio di rum.
  10. Folar de Páscoa (Portogallo): è una delle più famose ricette pasquali portoghesi. Si tratta di un pane leggermente dolce, profumato con semi di finocchio. In alcune regioni o famiglie si aggiunge anche cannella in polvere. L’importante è che, prima di infornare, vengano posizionate delle uova con il guscio sulla superficie. Si fermano con delle strisce di pasta e si cuoce tutto in forno. Sono il simbolo della resurrezione. Da non confondere questa ricetta con il Folar de Chaves e il Folar de Valpaços, altri due pani pasquali tipici delle omonime regioni. Che cosa hanno di diverso? Sono salati e farciti con salsiccia e salumi.
  11. Flaouna (Cipro): spesso le famiglie si riuniscono per cucinare insieme questo dolce pasquale il Venerdì Santo. Non perché sia difficile ma per trascorrere del tempo con i propri cari in un periodo di festa. Il segreto è preparare il ripieno di formaggio, menta e uvetta con un giorno in anticipo in modo che si insaporisca. Un’altra spezia caratterizza la ricetta tradizionale. Si chiama mahlab e sono i semi di una varietà di ciliegio che ricordano il sapore del marzapane. Li ritroviamo anche nella pasta dei flaouna, una specie di sfoglia che viene divisa in tanti quadrati della dimensione di una rosetta, farciti e infornati. La farcitura è un mix di formaggi ciprioti, tra cui il famoso halloumi, ormai presente anche in Italia.
  12. Hot Cross Buns (Regno Unito): come per la pinca croata, anche sulle pagnotte pasquali del mondo anglosassone è incisa una croce. E lo si deduce anche dal nome (cross, croce in inglese). A differenza di altri tipi di pane di Pasqua, gli hot cross buns sono piccoli lievitati ricchi di sapori e profumi. La farina viene infatti impastata con latte, burro, uova, spezie, scorza di agrumi e uvetta. La croce è simbolo della crocifissione di Cristo, mentre le spezie sono un riferimento alla sua sepoltura. Secondo la tradizione, le pagnotte devono venire preparate il Venerdì Santo perché in questo modo si conservano a lungo (la leggenda vuole che non ammuffiscano mai) e portano fortuna. Una versione moderna della ricetta prevede anche l’aggiunta di un goccio di birra stout, tipo Guinness. Del resto questi dolci sono diffusi anche in Irlanda, così come in altri Paesi del Commonwealth. Si servono caldi o freddi ma sempre accompagnati dal burro.
  13. Mämmi (Finlandia): con la farina di segale si prepara un delizioso porridge, simbolo della Pasqua finlandese. Sembra che le sue origini risalgano persino al XIII secolo. Ha un colore scuro, cioccolatoso, per la presenza di melassa nera. In più tradizionalmente questo dolce è aromatizzato con scorza d’arancia. Di solito è servito in una ciotolina con un goccio di latte e zucchero a velo ma possono proporlo anche in modo più raffinato con salsa alla vaniglia e panna montata. Pensate che si tratta di una preparazione talmente amata in Finlandia che ne esistono ormai anche versioni commerciali al cioccolato o alla vaniglia.
  14. Torrijas (Spagna): questo particolare French Toast fritto in olio extravergine d’oliva fonda le sue radici nell’Antica Roma. È però nel Medioevo che questo dolce ha iniziato a essere associato al periodo della Quaresima e della Pasqua. Tradizionalmente veniva gustato con un bicchiere di vino, simboli del corpo e del sangue di Cristo. Le fette di pane sono bagnate nel latte o nel vino bianco (come avviene a Siviglia) e zucchero. Si passano poi nell’uovo sbattuto e si friggono. Le torrijas si servono cosparse di miele o di sciroppo, spesso e volentieri aromatizzato con spezie come cannella, chiodi di garofano, cardamomo o scorza di limone.
  15. Osterchüechli (Svizzera): le tortine di Pasqua concludono il nostro viaggio tra le cucine del mondo. Sono delle piccole crostatine di pasta frolla farcite con un goloso ripieno a base di latte, semolino o riso, scorza di limone, burro, mandorle e uova. Alcuni poi aggiungono anche l’uvetta o la confettura. A fine cottura la superficie viene decorata con ovetti di cioccolato o zucchero a velo. C’è chi disegna dei simpatici coniglietti, animaletti che in Svizzera, la notte di Pasqua, nascondono dei regali per i bambini buoni. Diciamo che sono una versione primaverile di Babbo Natale. Secondo alcuni, la ricetta ha avuto origine a Basilea attorno al XVI secolo e da lì si è poi diffusa in tutta la Svizzera.

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