Persian pizza, l’opulenta e conditissima pizza dell’Iran

25 Gennaio 2021

Paese che vai, pizza che trovi. La ricetta del lievitato più famoso al mondo viene sempre più interpretata in modo diverso, e a volte anche folkloristico, seguendo le abitudini, gli ingredienti, i gusti dei popoli con cui viene in contatto. Ne è un esempio la gommosa mochi pizza giapponese o il corroborante Calzskrove svedese. E se in Medioriente è già popolare da tempo (e ormai diffuso anche in Italia) il Lahmacun, la pizza turca, dobbiamo segnalare che sta prendendo sempre più piede un’altra curiosa variante. Stiamo parlando della pizza persiana o iraniana. Di che cosa si tratta? Quali caratteristiche particolari ha rispetto alla nostra ricetta? Scopriamolo insieme.

Persian pizza e i suoi 1000 condimenti

A differenza di altre interpretazioni presenti al mondo, la pizza iraniana non si distingue per un impasto particolare. Può essere usata la nostra stessa ricetta oppure quella della focaccia iraniana chiamata Nan-e Barbari. L’importante è che sia spessa e croccante, l’ideale per accogliere quello che davvero rende unico questo stile di pizza: la quantità esorbitante di condimenti. Non si arriva alla quantità di calorie del calzone svedese ma di certo è un piatto ricco e sostanzioso.

Come condiamo allora la pizza iraniana? Prima di tutto ci vuole una grande quantità di formaggio. È fondamentale e deve essere abbondante. Si può usare la mozzarella, la feta, ma anche il paneer, un prodotto della tradizione indiana senza sale e senza caglio. Poi possiamo aggiunge il macinato di carne, le salsicce di manzo, i bocconcini di agnello, le verdure (soprattutto peperoni, ma anche melanzane, funghi e cipolla) e, naturalmente, spezie ed erbe aromatiche, come rosmarino, curcuma, menta, prezzemolo, timo, pepe, paprica. E, come ciliegina sulla torta, non stupitevi di trovare una striscia succulente di senape, ma soprattutto ketchup, un condimento molto usato sulla pizza iraniana.

Un menu tutto da scoprire

Se in Italia possiamo scegliere tra la margherita, la marinara o la capricciosa, così avviene in Iran. Anche qui, infatti, ci sono delle ricette codificate con dei nomi particolari. Potreste, per esempio, avere voglia di una Makhloot con mozzarella, macinato di manzo, salsicce, cipolla, peperoni e funghi. Simile è la Makhsoos dove, però, non troviamo il macinato ma tante olive nere tagliate a rondelle. Al di fuori dei confini iraniani, soprattutto nel Nord America, tra gli ingredienti di queste ricette non possono mancare bacon, salame, hot dog, petto di tacchino, prosciutto o mortadella. Non ci facciamo mancare nulla!

Tra le proposte più amate c’è, poi, la BBQ Chicken a base di pollo alla griglia, mozzarella e salsa barbecue e la Ghormeh Sabzi Pizza con lo stufato di carne, verdure e spezie, tipicamente iraniano. E se volete rimanere leggeri, c’è la variante della nostra vegetariana farcita con spinaci, funghi, broccoli, peperoni, cipolle, olive e pomodoro fresco.

Chi ha inventato davvero la pizza?

Forse, leggendo alcuni di questi ingredienti o immaginando certe proposte, potremmo storcereI soldati persiani cuocevano pane schiacciato sui loro scudi condito con formaggio e datteri il naso e pensare: “la vera pizza è solo quella italiana“. C’è, però, chi dice che il primissimo esempio di questa specialità non sia stato quello dell’Antica Roma, ma che tutto sia nato in Persia. Genevieve Thiers nel suo saggio sulla storia della pizza racconta come attorno al VI secolo a.C. i soldati persiani fossero soliti cuocere un pane schiacciato sui loro scudi e farcirlo con formaggio e datteri. I persiani ebbero numerosi scontri con i greci che così conobbero la ricetta e, attraverso di loro, fu probabilmente assimilata dai romani. E così via, fino al 1889 quando Raffaele Esposito creò la pizza moderna e la ricetta della margherita. Da questo punto di vista, la pizza iraniana non è poi un’eresia.

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