La Tavernetta a Sorrento, un posto da scoprire

1 Agosto 2021

A pochi chilometri dal centro di Sorrento, verso Massa Lubrense, sorge Puolo, un piccolo villaggio di pescatori che può vantare una delle spiagge più belle dell’intera penisola sorrentina. un ristorante da scoprire, con un menu prevalentemente di mare Il toponimo deriva da Pollio Felice, politico romano che aveva abbracciato l’epicureismo e che, coerentemente con tale dottrina filosofica, si era stabilito in questo angolo di paradiso terrestre. Qui fece costruire la sua splendida villa, i cui resti sono tuttora visibili all’estremità di Capo Santa Fortunata. Dopo diversi secoli, la vocazione gaudente del luogo non è mutata, anzi è ulteriormente rafforzata dalla presenza de La Tavernetta, ristorante capace di deliziare occhi e palato, con un menu prevalentemente di mare, da gustare con i piedi quasi sulla sabbia e lo sguardo rivolto al Golfo e al Vesuvio.

Un posto da scoprire

Non è un mistero: chi scrive di ristoranti prova un piacere un po’ perverso quando scopre un indirizzo estremamente valido, ma incredibilmente ignorato dal circo mediatico gastronomico. A parziale scusante della dimenticanza c’è il fatto che a Puolo ci si deve scendere apposta, oppure qualcuno ti ci deve portare. Nel mio caso fu un amico che in zona si occupa di ittiturismo, insomma una garanzia assoluta, che scelse la Tavernetta per una cena di due estati fa, ciclicamente rievocata con gli altri commensali di quella serata. Alla prima occasione ci sono tornato per rinverdire i ricordi.

Un affare di famiglia

La dinastia dei Mastellone, con il capostipite Salvatore, è impegnata nel mondo della ristorazione dal 1976. Dai primi anni del 2000, Lello e i suoi fratelli (Daniele e Tonino) lavorano nel locale di famiglia sulla spiaggia di Puolo. L’approdo dello chef Stefano Ruocco è più recente; forte di un’esperienza decennale in prestigiosi hotel di Sorrento e nella zona del Garda, ha preso le redini delle cucine de La Tavernetta da due stagioni.

Un pranzo in riva al mare

I sapori del territorio sono protagonisti: il pescato fresco viene scaricato quotidianamente, il fiordilatte è rigorosamente locale, mentre paste e dolci sono fatti in casa. Imperdibile il Crudo a cura dello chef: un plateau di crostacei, frutti di mare, tartare sapientemente abbinate a frutta e sashimi. Quest’ultimo tradisce una certa passione di Stefano Ruocco per il Giappone, dove ha avuto modo di approfondire le tecniche di taglio dei pesci. Non solo mare tra gli antipasti: il Fiore di zucca in tempura, ripieno di ricotta, mozzarella e basilico è semplicemente uno dei migliori mai assaggiati.

Tra i primi spicca un altrettanto magistrale Spaghetto alla Nerano, tanto per restare coi piedi ben saldi sulla Penisola. Oltre alle valide proposte del menu, chiedete senza timore se ci sono dei piatti del giorno e se siete fortunati potrete scegliere degli ottimi Vermicelli con polipetti alla Luciana.

Difficile resistere al fascino della frittura, a meno che non vogliate rispondere al richiamo del Pescato del Giorno (al sale, al forno o alla brace). Per la cronaca: servono anche pizze napoletane, che ci riserviamo di provare in un’altra occasione. Infine, impossibile non concludere con una voluttuosa Delizia al Limone. All’attenzione nei confronti delle materie prime e alla qualità espressa nelle portate fanno da contraltare prezzi assolutamente accessibili: per un pasto completo ve la caverete con cinquanta euro circa, bevande escluse.