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How to: come scegliere i vini per Capodanno

di Alessandra Gesuelli

Capodanno si avvicina: se lo trascorrete a casa, avete già selezionato tutti i vini da proporre ai vostri ospiti? Tra bollicine, bianchi, rossi e distillati scegliere non è semplice. Ecco allora i consigli di alcuni esperti.

Il Cenone di Capodanno si avvicina e, se avete deciso di trascorrere il 31 dicembre a casa con amici o parenti, sapete già che la carta dei vini (e non solo) potrà mettervi alla prova tra infinite scelte, accostamenti e temperature di servizio. E poi, ci sarà il brindisi di mezzanotte: per quello il vino andrà scelto sicuramente con cura. Allora, ecco per voi i consigli provenienti direttamente da alcuni esperti del settore.

Per iniziare: aperitivo con un cocktail 

Gin tonic diversi

Gli esperti sono tutti d’accordo: iniziare con un aperitivo è la tendenza dell’anno. Vi suggeriamo allora di scegliere un cocktail, home made oppure già pronto in bottiglia (come il Savoia Americano, 100% naturale). “A vedere i trend per queste feste, l’aperitivo è diventato un momento fondamentale e il cocktail è sempre più richiesto, soprattutto se abbiamo scelto una bollicina importante per mezzanotte. Come lo Champagne Bruno Paillard Blanc de Blancs 2013 o il Bruno Paillard N.P.U, Nec Plus Ultra 2008, tra i miei preferiti” ci dice Paolo Porfidio, Head Sommelier all’Hotel Gallia di Milano e delegato ASPI.

Porfidio consiglia allora un Gin TonicFresco e piacevole, apre il palato e rompe il ghiaccio mentre si attende l’arrivo di tutti gli ospiti, magari accompagnato da qualche snack o tartina. A Milano, consiglio il nuovo Gin District da poco lanciato da un gruppo di imprenditori e ispirato ai quartieri e al design della città”.

Vira sul Negroni (e come poteva essere altrimenti nella città che lo ha inventato), il consiglio di Luca Manni, Bar Manager di Move On, in piazza San Giovanni a Firenze, del Caffè Concerto Paszkowski e del Caffè Gilli sempre a Firenze, recentemente vincitore del Premio Gamondi come Bar Manager dell’anno ai BarAwards 2022.

“Oramai il bere bene è diventato importante quanto il mangiare bene quindi per una proposta perfetta è diventato molto importante avere un occhio di riguardo al beverage, anche cocktail, per aperitivo e non solo. Anche per il brindisi finale! Ecco il mio consiglio speciale: il nostro signature cocktail Che passione il Negroni, un Negroni con Vermouth rosso Dry, Gin London dry, bitter e cordiale al frutto della passione”.

Dall’inizio alla fine: bollicine

Spumante

A Capodanno le bollicine non possono mancare, non solo per l’aperitivo o il brindisi ma possono anche accompagnare l’intero menu. “La bollicina, in tutte le sue forme e provenienze, deve esser protagonista. Champagne, Franciacorta, Trento Doc o Alta Langa: qualsiasi metodo classico è adatto all’occasione” consiglia Luca Baccarelli, Patron della Cantina Roccafiore nei dintorni di Todi, in Umbria.

“Spesso – continua – i menu del Cenone di San Silvestro sono fissi e prevedono un mix di carne e pesce, pertanto, la miglior soluzione è quella di un abbinamento con un calice per portata in maniera tale che il sommelier possa gestire il wine paring senza che ci siano delle note stonate. Per chi proprio volesse scegliere un’unica bottiglia per accompagnare tutto il pasto, si torna allora al punto di partenza: una selezione ben corazzata di bollicine sarebbe certamente la scelta migliore per assecondare un’esigenza del genere. E naturalmente lo Champagne Tradition Extra Brut di André Fays distribuito da Roccafiore Distribuzione sarebbe un ottimo inizio”.

Per le prime portate: un bianco

Vino bianco

Per le prime portate, il consiglio dei nostri esperti è quello di iniziare con un vino bianco frescoQuest’anno va molto il Pinot Bianco dell’Alto Adige e del Friuli. Quest’ultimo ha avuto un grande rilancio, grazie a una bella acidità e mineralità” dice ancora Paolo Porfidio. Della stessa opinione è anche Roberto Gariup, direttore de La Contralta, cantina sarda le cui vigne spettacolari guardano il mare del Nord dell’isola.

“Per iniziare il pasto  è immancabile un vino bianco secco. Si può spaziare dai bianchi freschi dell’Alto Adige (Pinot Bianco, Kerner, Sauvignon) ai sapidi Verdicchi dei Castelli di Jesi, ai più minerali Vermentini di Gallura, ai più strutturati vini bianchi campani (Greco di Tufo, Falanghina) ai caldi bianchi siciliani ( Grillo o Chardonnay). Andando avanti con le pietanze io consiglio un emozionante e complesso vino bianco macerato sulle bucce come,  ad esempio, una Ribolla Gialla macerata di Oslavia o un Vermentino fermentato in anfora sulle bucce come il nostro Sicut Erat La Contralta”.

Per i secondi piatti: un rosso 

Calici e bottiglia di vino

Con i secondi piatti non può mancare un rosso importante. Grandi classici in prima fila. Roberto Gariup consiglia “Un Barolo o un Barbaresco per gli amanti del Nebbiolo, un Brunello di Montalcino per gli amanti del Sangiovese oppure un un Taurasi o un più caldo Cannonau di Sardegna, a seconda dei gusti”.  Quando si passa alla carne, o magari a un secondo primo piatto, viene in mente anche il Chianti. “Niente di meglio del nostro Tenuta Sant’Alfonso Chianti Classico, un 100% Sangiovese molto morbido ed elegante che si abbina perfettamente a molte preparazioni ed è di grande versatilità al palato” è il suggerimento della Famiglia Zingarelli, proprietaria della cantina Rocca delle Macie nel Chianti Classico, che continua “Se il vostro menu prosegue con una carne più importante, un arrosto magari, stupite i vostri ospiti con un Roccato, 100% Cabernet Sauvignon, prodotto a Castellina in Chianti. Un fuoriclasse-fuorisede che oramai, dato che il vigneto ha oltre 30 anni, sembra chianteggi (prova di quanto il terroir trasmette alle uve che ci dona).”

Per i vostri secondi in menu si può scegliere anche qualcosa di più audace come consiglia Matteo Zanni, Sommelier di Il Desco Verona, ristorante stellato guidato dallo chef Matteo Rizzo e punto di riferimento storico della città veneta. Zanni ha creato la carta vini 2022 pensando alle categorizzazioni del vino in maniera insolita ma del tutto coerente e moderna. “Allo stesso modo, potrebbe essere divertente anche a casa abbinare al piatto un vino che, al di là del gusto, lo completi anche per provenienza o per storicità come, ad esempio, un tagliolino al tartufo bianco con un grande Barolo di Conterno, un’anguilla alla brace con un’Albana di Romagna di Fattoria Monticino Rosso, gonadi di toro fritti alla Gengis Khan e coriandolo abbinati a un Soave Macerato Neaderthal di Cantina Martinelli.”

Sulla scelta di vini con forti identità si aggiunge anche l’opinione di Perla Cardenas, responsabile di sala dello stellato Osteria Acquarol di San Michele Appiano, alle porte di Bolzano. “Cercate vini con identità, magari acquistando bottiglie durante qualche viaggio per poi stapparle in una bella occasione conviviale e soprattutto durante le festività, quando spesso si riuniscono ad un solo tavolo palati diversi. Proponete vini versatili come un Pinot nero o un Etna rosso e per i bianchi un vino con media struttura già del 2020 che possa accompagnare tutto un pasto.”

Per finire: un vino passito o un distillato

Cognac

Con il dolce, il consiglio di tutti è un vino passito. “L’Italia ne è piena. Tra i più rappresentativi un Recioto di Soave, un Verduzzo friulano, uno Zibibbo o un Nasco” dice ancora Roberto Gariup. Per gli auguri a fine cena e per i festeggiamenti a mezzanotte, sempre Gariup, punta invece su uno spumante italiano Metodo Classico, Alta Langa, Franciacorta e Trento Doc. Occhio però alla temperatura di servizio: non deve mai essere troppo fredda ma tra i 9 e i 12 gradi, a seconda della bollicina.

E poi, a fine serata, nel relax delle chiacchiere sul divano di casa, perché non chiudere con un buon Cognac o con un altro grande distillato come la Grappa, tutta italiana, o la novità di quest’anno, il Whisky italiano Segretario di Stato firmato Poli Distillerie?