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Questo gruppo su Facebook funziona meglio
di una guida: ecco perché

di Marta Manzo 6 Novembre 2023 17:00

Nato soltanto due anni fa per scambiarsi consigli su locali “come ristoranti, trattorie, pizzerie al piatto (purché si mangi seduti a tavola)”, a oggi conta una community di quasi 900mila iscritti. Il segreto? È nella mission.

C’è un gruppo su Facebook che funziona meglio di una guida dei ristoranti. Conta quasi 900mila iscritti, pur essendo giovanissimo: è nato, infatti, soltanto due anni fa. Cosa si fa in questo gruppo? La mission è dichiarata nella sua intestazione: si mangia bene, si spende poco.

Come è nato

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Fondato dal marchigiano Francesco Petrelli, il gruppo “Si mangia bene, si spende poco…ristoranti, trattorie…d’Italia e non solo” nasce, come da descrizione pubblicata, per scambiarsi consigli “su posti (ristoranti, trattorie, pizzerie al piatto, purché si mangi seduti a tavola) dove poter mangiare senza prendere fregature al palato e/o al portafoglio”.

Le regole

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Ci sono indicazioni precise su cosa questo significhi: per un menu di carne completo, dall’antipasto al contorno esclusi dolci e bevande che non siano acqua, la fascia prezzo ideale è intorno ai 20-30 euro, mentre per il pesce 30-40. euro. “Eccezioni sono accette – si legge ancora – per la presenza di alimenti particolarmente costosi, come il tartufo nero pregiato o il bianco, oppure ostriche, per intendersi“. Così come sono contemplate e richieste anche le segnalazioni negative, cioè locali in cui “si mangia male o si spende tanto“.

Siamo, insomma, davanti a un gruppo pubblico, in cui tutti possono vedere chi fa parte del gruppo e cosa pubblica ed è visibile, per cui chiunque può trovarlo. Praticamente, se usato con buon senso, funziona meglio di una guida blasonata. Anche perché i commensali coincidono su quelle che sono le richieste: cibo genuino, possibilmente locale, possibilmente a menu fisso, quindi senza sorprese. In una parola: onesto.

Le recensioni

Peraltro tassativamente, come da regola numero 6 del gruppo è richiesto, i post devono riportare: nome del ristorante, indirizzo preciso (con città, provincia e regione), descrizione di ciò che si è mangiato, prezzo a persona – se è un menu completo con almeno primo secondo e contorno – e, se possibile scontrino. Quindi valutazione personale sulla qualità e quantità del cibo e, fondamentali, le foto dei piatti. Cioè le “regole” di qualsivoglia scheda locale di recensione.

Ci sono, poi, i sondaggi, quasi sempre creati dallo stesso fondatore, per monitorare sportivamente i locali più quotati dagli utenti in un certo raggio geografico. E ci sono, ancora, addirittura promozioni per gli iscritti: come si dichiara in un post datato febbraio 2023, infatti, nel tempo una serie di ristoranti e trattorie ha iniziato a segnalare i propri menu a prezzo fisso destinati alla community, aggiungendo perfino con un omaggio ogni volta che ci si presenti a suo nome.

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Insomma, in questo gruppo Facebook non ci sono soltanto recensioni e suggerimenti per tutte le tasche, ma anche un mondo di agevolazioni. Che funzionano sì, anche se qualche dubbio comincia a serpeggiare: perché il dissenso per le sponsorizzazioni comincia a far recedere più di un utente.

Credo venga snaturato lo spirito del gruppo“, scrive qualcuno nei commenti. E ancora: “A me piace un gruppo di persone che si scambiano notizie su come e dove mangiare secondo le proprie esperienze e senza gli interessi fuorvianti dei ristoratori”. “Non sono d’accordo – chiosa infine un altro utente – così il gruppo perde la sua obiettività e verità di recensioni. La pubblicità lasciamola fare agli altri gruppi”.