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Che cos’è davvero il wasabi?

di Maria Letizia Federici 13 Maggio 2024 08:01

Universalmente riconosciuto come il fedele accompagnatore di sushi e sashimi, il wasabi è molto di più della pasta verde a cui siamo abituati.

Lo trovate al ristorante giapponese tra le salse con cui condire i nigiri. M voi lo sapete cos’è il Wasabi?

Cos’è il wasabi?

Universalmente riconosciuto come il fedele accompagnatore di sushi e sashimi, dal colore verde acido e dal sapore unico nel suo genere, il wasabi si potrebbe definire estremo, perché amato incondizionatamente oppure odiato sin dal primo boccone,  mangiato insieme al pesce crudo o sciolto nella salsa di soia, fa in ogni caso avvertire immediatamente la sua presenza. Tutti lo conoscono di vista, è senz’altro uno degli ingredienti asiatici più noti a noi occidentali, ma in pochi sanno cosa sia veramente. La salsa wasabi, dalla consistenza pastosa, tanto da essere distribuita in commercio in tubi simili a quello del dentifricio, è ricavata da una radice, la Wasabi Japonica, cugina del rafano e della senape, che cresce spontanea nelle zone fredde del Giappone, in prossimità dei fiumi. Della pianta si utilizzano sia le foglie che il rizoma: le prime sono essiccate e aggiunte alle pietanze come insaporitore; il secondo, germoglio perenne della pianta spesso confuso con la radice, è usato per preparare la famosa salsa verde, dalla piccantezza profonda e audace.

Sapore del wasabi

wasabi

Il sapore del wasabi è conosciuto anche come namida, che significa lacrima in giapponese, dato che un’assunzione eccessiva può provocare un pianto pari a un soffritto di abbondante cipolla. È un aroma che immediatamente colleghiamo al sushi perché, oltre a fungere da abbinamento, è inserito tra riso e pesce direttamente dallo chef. Il gusto particolare che lo contraddistingue rende difficile qualsiasi similitudine: alcuni ne riconoscono assonanze con il daikon, ortaggio di origini asiatiche; secondo altri i sapori che più gli si avvicinano sono quello della senape e del rafano, ma dalla piccantezza pari al miglior habanero in circolazione.

Come si mangia il wasabi

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I puristi della cucina nipponica storcono il naso di fronte a un piatto guarnito con un mucchietto della famosa pasta verde. Il wasabi, quello autentico, andrebbe servito fresco e grattugiato sulle pietanze non più di 15 minuti prima del pasto, così da conservare le numerose proprietà organolettiche di cui vanta questo prodotto. Dato l’elevato costo, tuttavia, è un prodotto spesso soggetto a contraffazioni, poco riconoscibili dalla maggior parte di noi perché abilmente tagliato con rafano e spezie, per rendere il sapore accattivante anche a lunga conservazione.

Proprietà

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Buono o cattivo che sia, il wasabi andrebbe adoperato da tutti come medicina naturale, tante sono le sue proprietà benefiche. Innanzitutto facilita la digestione ed è un ottimo antibatterico: ecco qui giustificato il duetto con il crudo, poiché aiuta a sconfiggere eventuali intossicazioni. Se assunto costantemente, sembra avere le stesse capacità antinfiammatorie di un blando paracetamolo. Ricchissimo di vitamina C e, di conseguenza, di antiossidanti, potrebbe essere uno degli elisir dei giapponesi, popolo famoso per la sua longevità. Dall’elevato contenuto di acqua e di minerali, infine, ha un ruolo depurativo per l’organismo, contribuendo all’espulsione delle tossine e alla conseguente pulizia del fegato.