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Le 10 migliori chef americane

di Liliana Rosano 16 Luglio 2015 09:30

Donne, imprenditrici, militanti, pioniere, trend setter e opinion maker: sono le 10 migliori chef americane del momento.

Sono donne, imprenditrici, militanti, pioniere. Non solo pentole e business ma anche una corrente di pensiero, una filosofia, capace a volte di influenzare l’opinione pubblica e cambiare le regole del mercato. Sono il simbolo di un potere, quello culinario, e chiamarle chef è semplicemente riduttivo. Da fornelli ai talk show, dai dibattiti alle librerie, le top chef negli Stati Uniti sono una minoranza che si fa avanti sempre più prepotentemente. Icone post-moderne tra femminismo e battaglie sulla sostenibilità, sono diventate opinion maker e trend setter.

  1. nancy silvertonNancy Silverton (Chi Spacca, Osteria Mozza e Pizzeria Mozza). La regina dell’arte bianca non ha rivali. Pane, pasta, pizza, Panini: il mondo dei lievitati è nelle mani sapienti e laboriose di Nancy Silverston. La chef mette d’accordo pubblico e critica: la sua pizzeria a Los Angeles è una delle migliori.
  2. NahabedianCarrie Nahabedian (Naha e Brindille). Chicago spesso soffre della sindrome da serie B rispetto alla grandeur culinaria di New York: con Carrie Nahabedian e la sua cucina francese è entrata nell’olimpo culinario oltre che in quello della guida Michelin e dei James Beard Awards.
  3. melissa perelloMelissa Perello (Frances). San Francisco, capitale dei foodie più attenti e fucina di cambiamenti: la scena gastronomica del fine dining è dominata da Melissa Perello, che ha portato nel suo ristorante Frances, nell’elegante quartiere di Castro e già premiato da Michelin con 2 stelle, una cucina sofisticata frutto di anni di studio e di esperienza.
  4. melissa kellyMelissa Kelly (Primo). Farm to table non è solo uno slogan con cui riempirsi la bocca ma uno stile culinario preso alla lettera da Melissa Kelly, che ha voluto il suo ristorante Primo circondato da una fattoria e un orto. Dal miele alle verdure, pollo e maiale inclusi, tutto arriva dal retrobottega. Cucina d’ispirazione mediterranea ma con una vocazione globale.
  5. christina tosi 2Christina Tosi (Momofuku Milk Bar). David Chang, enfant prodige della ristorazione americana, l’ha voluta come pastry chef del suo Momofuku. Il milk bar porta la firma di questa giovane donna dell’Ohio che, nel 2012, è stata premiata da James Beard come chef emergente dell’anno.
  6. Lidia-BastianichLidia Bastianich (Felidia, Becco, Esca, Del Posto, Lidia’s Pittsburgh e Lidia’s Kansas City, Orsone). Insieme al marito e al figlio ha creato un impero e un brand con cifre da capogiro. È lei la protagonista del passaggio tra la cucina italo-americana e la cucina italiana. Una delle prime chef, dopo Julia Child (di cui dicono sia l’erede) a diventare icona della tv. La sua è una cucina che affonda le radici nell’Istria e nella cucina della nonna, da cui ha ereditato questa passione.
  7. april bloomfieldApril Bloomfield (Spotted Pig, The Breslin, Salvation Taco, John Dory e Tosca). Inglese ma con una passione per lo street food messicano e il comfort food italiano. Pluripremiata non solo da Michelin ma anche da Iron Chef e James Beard. La sua cucina non nasce dall’haute cuisine ma dal cibo povero e semplice. Le stelle francesi brillano nel suo gastro-pub più famoso, Spotted Pig, e nel The Breslin, un hotel bar dove il French touch la fa da padrone.
  8. Dominique-CrennDominique Crenn (Atelier Crenn). La prima donna chef nel Nord America a ricevere 2 stelle Michelin non poteva che essere una francese, la stessa che in Indonesia è stata nominata la migliore chef executive. Sempre lei, negli anni '80, ha contribuito a trasformare la scena culinaria di San Francisco. Il suo locale si chiama atelier e non ristorante e la sua cucina porta il nome di poetica culinaria. Ah, questi francesi: chapeau!
  9. emma bengtssonEmma Bengtsson (Aquavit). Da un piccolo paese sulla costa svedese a Manhattan. Talentuosa sin da bambina, quando seguiva la nonna in cucina, Emma Bengtsson porta a New York la cucina del Nord Europa, rivisitata in chiave contemporanea. Aquavit, di cui diventa executive chef nel 2014 grazie alla sua eleganza e ricerca nei piatti, guadagna la seconda stella Michelin e diventa una destinazione incontournable per i gourmet e i gourmand di tutto il mondo.
  10. alice-watersAlice Waters (Chez Panisse). Pioniera del movimento Slow Food in America e del concetto farm to table, Alice Waters ha cambiato la coscienza degli americani rispetto al cibo. Rivoluzionaria e paladina del cibo naturale e biologico, negli anni '70 già parlava di sostenibilità e di chilometro zero. C’è il suo pensiero-filosofia dietro la campagna della first lady Michelle Obama mirata a ridurre l’obesità degli americani partendo da un cibo più sano nelle mense scolastiche. Il suo ristorante a San Francisco è più di una cucina: è un think tank gastrofilosofico.

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