Home News Mense scolastiche, il 35% degli studenti non mangia!

Mense scolastiche, il 35% degli studenti non mangia!

di Giulia Tosoni 13 Ottobre 2023 11:00

Sono stati presentati i dati dell’ottavo Rating dei menu scolastici: Fano è la città in testa. Al sud solo la Puglia a offrire qualità con Lecce, Brindisi, Bari che puntano sul biologico.

Secondo i dati dell’ottavo Raiting dei menù scolastici, il 35% dei bambini in mensa a scuola non mangia “a priori”, nonostante migliori un menu su tre, il cibo processato registra un aumento del 6%. Le città in testa sono Fano, Cremona e Parma, riscontri positivi anche per le mense di Jesi, Sesto Fiorentino, Rimini, Ancona, Bergamo, Perugia e Mantova. Grande assente il Sud, unica eccezione la Puglia che con Lecce, Brindisi, e Bari offre cibo di qualità puntando sul biologico.

L’indagine

L’annuale indagine di Foodinsider, presentata il 12 ottobre, fotografa lo stato delle mense scolastiche italiane e ne traccia l’evoluzione, per scoprire la quantità di scarti, le best practice e le città che migliorano applicando i Criteri ambientali minimi (Cam) per trasformare la mensa in uno strumento di sviluppo del territorio in chiave sostenibile.

L’indagine riporta che, a seguito delle ispezioni dei Nas, il 25% delle mense erano “non conformi” nel 2016, il 36% nel 2018 e il 31% nel 2023, rilevando un tendenza in lieve miglioramento. Anche se si è riscontrato un trend positivo, sono troppi i bambini che “rifiutano il cibo a priori”, che nel sondaggio sono  il 35%,  mentre hanno “paura di assaggiare nuovi piatti” il 31%; solo il 14% sembra “mangiare con gusto”.

Nell’indagine è stato preso in esame il legame con il territorio, “uno dei focus di quest’anno. Si è voluto dimostrare come la mensa sia già una leva di sviluppo del territorio da cui si rifornisce restituendo ricchezza”, spiega Claudia Paltrinieri, presidente di Foodinsider. Il 29% delle mense prese in esame è ben radicato sul territorio da cui si rifornisce con più di 10 prodotti locali a settimana e un 13% che ne acquista almeno cinque.