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POSTBIOTICI: dove si trovano e perché fanno bene

di Chiara Impiglia • Pubblicato 3 Marzo 2023 Aggiornato 11 Luglio 2023 09:53

I postbiotici, molecole di derivazione batterica, si stanno rivelando fondamentali nel contrasto di infiammazioni e infezioni croniche. Dopo gli ultimi risultati scientifici, siamo sicuri che in commercio troveremo sempre più integratori a base di queste sostanze. Tuttavia, assumerli attraverso l’alimentazione è facile. Ecco allora dove trovare i postbiotici, non in farmacia ma quando andate a fare la spesa.

Se prebiotici e probiotici sono termini che oramai ci siamo abituati a leggere sulle riviste o a sentire in televisione, dovete sapere che adesso si inizierà a parlare sempre di più di un’altra categoria. Quella dei postbiotici, batteri morti e prodotti di scarto di microbi vivi. Secondo alcuni recenti studi scientifici infatti, queste molecole di derivazione batterica si stanno rivelando fondamentali nel contrasto di infiammazioni e infezioni croniche. Pertanto, sapere perché i postbiotici fanno così bene e dove si trovano ci sembra necessario.

Che cosa sono i postbiotici

I postbiotici, che derivano dai batteri rilasciati durante i processi di fermentazione di matrici alimentari, oggi rappresentano “l’ultimo traguardo dell’approccio alimentare funzionale nel campo del microbioma e microbiota intestinale”. Il motivo? La loro capacità di inibire batteri o virus patogeni nelle infezioni e infiammazioni. A dimostrarlo, i risultati degli ultimi studi a riguardo per cui alcune molecole funzionali, i postbiotici appunto, sono in grado di agire direttamente sul nostro sistema immunitario andando a modificare la flora dei batteri intestinali.

Ebbene, una scoperta senza alcun dubbio utilissima. Soprattutto per tutte quelle persone che soffrono di gravi patologie come quella della sindrome dell’intestino irritabile (IBS). Tuttavia, se oggi disponiamo delle conoscenze per rendere questa rivelazione un approccio funzionale, mirato al trattamento di specifici disturbi, bisogna sottolineare che, la fermentazione faceva parte della dieta quotidiana di tantissime popolazioni già due millenni fa.

Perché i postbiotici fanno bene

Infatti, i batteri utili al nostro organismo, come quelli di cui stiamo parlando, sono tantissimi. Quello che ora dobbiamo assolutamente imparare a fare è tirar fuori da queste sostanze quello che c’è di più positivo e sfruttarlo per proteggere la nostra salute. Per quanto riguarda i postbiotici, i loro effetti benefici sull’organismo possono essere diversi. Oltre alla capacità di contrastare le infiammazioni e le infezioni e proteggere la pelle, vediamo quali sono i più importanti.

Uno tra i tanti, è la perdita di peso poiché i postbiotici sono in grado di contrastare la resistenza dell’insulina e il sovrappeso. Poi, alcuni postbiotici riescono a ridimensionare le vampate di calore della menopausa, migliorare la resistenza della flora intestinale e della parete dell’intestino e stimolare il sistema immunitario. Ma non solo. Sembrerebbe che i postbiotici possano aiutare anche nell’invecchiamento. Infine, in alcune ricerche scientifiche, è emerso che l’uso di postbiotici ha avuto buon esito nel calmare gli effetti collaterali scatenati dalle immunoterapie oncologiche.

Qual è la differenza tra postbiotici, probiotici e prebiotici

Al contrario di probiotici e prebiotici, i postbiotici permettono di ottenere un determinato risultato anche con frammenti, scarti o microorganismi disattivati. Il loro successo quindi sta proprio nella maggiore praticità e semplicità che si avrebbe nel somministrare questo tipo di prodotto. Infatti, rispetto ai microorganismi vivi – con la potenziale difficoltà nel raggiungere da vivi il sito ideale dove agire – i postbiotici assolvono il loro compito anche da morti, quindi facilitando anche logistica, trasporto e infine, somministrazione.

Dove si trovano i postbiotici

Pertanto, l’idea di consumare piccole molecole prodotte dai batteri intestinali come i postbiotici non deve affatto spaventarci. Anzi. Se negli ultimi anni l’uso dei prodotti postbiotici si è moltiplicato, anche nell’industria alimentare come supplementi per bilanciare la dieta e migliorare l’omeostasi intestinale, ora è arrivato il momento di sapere quali sono gli alimenti in cui è possibile trovarli con facilità. Al di là di integratori e farmaci specifici, i postbiotici si trovano infatti in numerosi cibi. Eccoli:

  • yogurt
  • kefir
  • soia
  • miso
  • pane lievitato con lievito madre
  • cereali integrali
  • verdura (crauti)
  • thé kombucha
  • vino (in misura minore)
  • birra (in misura minore)

Entrando più nel dettaglio, sappiate che i postbiotici sono prodotti dai batteri probiotici durante la fermentazione di alimenti o altre sostanze. Gli ingredienti dei postbiotici dipendono quindi dalla fonte da cui vengono prodotti e dalle specie batteriche coinvolte nella loro produzione. Tuttavia, in generale, i postbiotici contengono una vasta gamma di composti, tra cui acidi organici, polisaccaridi, proteine, peptidi, enzimi, vitamine, minerali e composti bioattivi. Gli integratori contenenti postbiotici possono invece essere prodotti anche per via sintetica, cioè da fermentazioni batteriche isolate in laboratorio.

Conclusione

yogurt greco

Vista la fama delle ricerche scientifiche sui postbiotici, siamo sicuri che presto in commercio troveremo sempre più integratori. Noi però vi consigliamo di guardarli sempre con spirito critico e di essere esigenti, soprattutto in termini di evidenze scientifiche. È probabile che il supporto necessario al nostro organismo possa essere tranquillamente trovato nel quotidiano, a tavola. Ecco perché secondo noi è più importante sapere dove trovare i postbiotici nel cibo e non in farmacia.