Si fa presto a dire ritual. Come si beve il tequila

30 luglio 2014

Rigorosa premessa: la corretta declinazione di genere per questo distillato è al maschile. Si dice quindi il tequila e non la tequila. Nei peggiori bar di tutta Italia però, siete autorizzati a chiamarlo un po’ come viene. Se il maltempo lasciasse spazio alla meritata estate, molti di voi sarebbero già inciabattati a sorseggiare cocktail a bordo piscina o seduti al chiosco del litorale più bello che c’è. Tra le tante scelte, un classico della stagione world wide: lo shot di Tequila.

Una pianta di Agave

Una pianta di Agave

Ma come si beve il tequila? Abbiamo pensato di scrivere una piccola guida per chi si avvicinasse per la prima volta (con cautela e moderazione) a questo alcolico così particolare, distillato dall’Agave blu che nasce nella regione del Jalisco, in Messico. Nel goderne infatti, esistono dei piccoli rituali (azioni da compiere in una determinata sequenza) dai quali non si può prescindere e che elenchiamo di seguito:

Tequila blaco Bum Bum

Shots

Il più classico degli shot di tequila, forse il primo con il quale si entra in contatto durante gli anni dell’Università, è questo pericolosissimo quanto goliardico ritual chiamato Tequila bum bum. Bum bum è onomatopeico. Consiste, nella migliore delle ipotesi, nel sedersi ad un tavolo del bar e aspettare la tequilera o il tequilero muniti di tequila bandolier (il cinturone con gli slot per i bicchieri).Il Tequila bum bum è un modo classico di bere questo distillato: occorre molta pratica per diventare degli esperti Il nostro estrarrà un caballito, il classico bicchierino stretto con i bordi alti, verserà tequila per metà, riempirà di soda fino all’orlo e sbatacchierà violentemente il bicchiere sul tavolino per due volte (bum-bum), coprendolo con un piccolo fazzoletto quadrato. Quindi rimuoverà la mano velocemente invitandovi a buttar giù in un colpo solo: fatelo, ma siate consapevoli delle conseguenze. Una botta di alcol e liquido frizzante vi esploderà in bocca, sgranerete gli occhi e resterete storditi per qualche secondo. Poi ne vorrete un altro. In assenza dei tequileri potete chiedere a qualsiasi barman sperando in un pizzico di esperienza nel movimento. Oppure potete optare per la soluzione fai da te: basta comprare una bottiglia di tequila blanco e un litro di acqua tonica molto frizzante, per poi allenarsi nell’arte dello sbatacchiamento fino a raggiungere la perfezione. In probabile assenza di caballitos, utilizzate bicchieri per l’acqua ma occhio: le dimensioni sono diverse e rischiate di stendere qualcuno al primo colpo.

Tequila blanco con sale e lime

Tequila sale e lime

Forse il ritual più conosciuto al mondo. Consiste nel riempire il caballito di tequila e servirlo insieme ad un piattino con sale e qualche spicchio di lime (o limone per i non puristi). Prima di bere, inumidite l’incavo della mano tra pollice e indice con la saliva e versateci sopra un bel po’ di sale. Quindi leccatevi la mano salata. Con l’altra subito dopo agguantate il bicchiere per rovesciare il tequila tra le fauci e spegnere il gusto del sale.Tequila blanco, sale e lime è il metodo tradizionalmente utilizzato in Messico Ultimo passaggio, il più importante: mangiate la polpa del lime tenendolo stretto con le dita dalla parte della buccia. Quest’ultimo gesto serve a riportare il vostro palato ad una situazione di normalità, dopo che lo avrete martoriato di gusto tra sale e alcol. Sale e lime in Messico venivano utilizzati principalmente come disinfettanti per la cavità orale che entrava in contatto spesso con alimenti o materiali non esattamente igienizzati. Questa accortezza si può ritrovare ancora nel gesto di inserire il lime nel collo di bottiglia di alcune cervezas.

Tequila anejo con cannella e fetta d’arancia

Tequila arancia e cannella

Per questa soluzione più invernale si utilizzano ingredienti diversi ma la musica non cambia: servire un tequila anejo (invecchiato e dal colore scuro) con polvere di cannella e fettine d’arancia. Quindi leccare la mano sporcata di cannella, tracannare lo shot, mangiare l’arancia. Esiste una versione un po’ diversa di questo shot, applicabile all’infinito con altri distillati e altri ingredienti: invece di leccare – bere – mangiare, guarnite la fettina di arancia con un po’ di zucchero di canna e un pizzico di cannella. Prima bevete il distillato e poi mangiate il frutto condito. Divino. Con la vodka potete provare la variante cedro e zucchero bianco, con il rum sperimentate una fettina di arancia con zucchero di canna e polvere di caffè.

E mi raccomando, con moderazione.

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