I 10 migliori chef americani

22 luglio 2015

Sono le star del nuovo millennio, osannate da critica e pubblico. Sono entrati nell’olimpo degli dei passando dai cooking show ai talk show. Una volta si chiamavano cuochi, oggi si chiamano chef. Anzi: chef star. Più che ai fornelli stanno in giro a firmare autografi, a presenziare in programmi televisivi, fiere del cibo e aperture di nuovi ristoranti. rappresentano la versione moderna dell'uomo vitruviano, capaci di esprimersi in diversi campi contemporaneamente Non c’è tv che non faccia di tutto per averli in studio, non c’è giornalista enogastronomico che non mostri il selfie con lo chef più stellato e blasonato del momento. Rappresentano la versione moderna dell’uomo vitruviano, capaci di esprimersi in campi diversi contemporaneamente: sono chef ma anche scrittori e imprenditori di successo, abili strateghi di marketing e comunicazione. Gli chef hanno messo in moto una macchina potente e ben organizzata che ruota intorno alla parola magica: food. Anche questa volta gli Stati Uniti dettano legge sullo star system, trasformando in un business da milioni di dollari quello che prima era un lavoro faticoso e spesso mal retribuito. La top 10 di Agrodolce degli chef americani misura l’indice di popolarità con il gradimento di critica e pubblico, i ristoranti più famosi, i personaggi che questi stessi chef hanno fatto di sé stessi.

  1. gary dankoGary Danko. Porta il suo nome il famoso ristorante di San Francisco, un must per chi ama la cucina americana contemporanea con influenze francesi. Dopo i suoi studi al famoso Culinary Institute of America, Danko eredita una cucina che nasce dalla tradizione ebraica e ungherese, da cui la sua famiglia ha origine.
  2. tom-colicchioTom Colicchio. Il leggendario Gramercy Tavern ha fatto di Tom Colicchio uno dei primi chef a segnare il passaggio tra la cucina e la televisione. Giudice di numerosi programmi televisivi, come Top Chef con cui ha vinto anche un Emmy Award, premiatissimo dalla James Beard Foundation, a New York domina la scena con il Riverpark, American contemporary cuisine.
  3. Mario-BataliMario Batali. Insieme a Lidia e Joe Bastianich ha costruito l’impero della ristorazione in America, senza contare la grossa operazione Eataly di cui è socio. Mario Batali,origini italo-americane di parte paterna, è uno dei personaggi più ricercati e popolari dei food channel. Il suo ristorante più famoso, Babbo a New York, conserva gelosamente una stella Michelin.
  4. eric ripertEric Ripert. Un altro francese che ha conquistato il suolo americano. È proprietario di uno dei 50 ristoranti migliori al mondo, Le Bernardin di New York: cucina francese che non tradisce le origini, classe e tecnica che diventano un’esperienza culinaria unica.
  5. bobby flayBobby Flay. Il re del food channel è lui: da Great Chefs a Iron Chef, Bobby domina nelle case degli americani. Ha una formazione blasonata: è passato dai banchi del French Culinary Institute e ha all’attivo numerosi ristoranti, da New York a Las Vegas. Considerato uno dei massimi rappresentanti della cucina americana contemporanea, Bobby Flay ha inaugurato a New York lo scorso autunno il suo ultimo ristorante, Gato, con una cucina di ispirazione mediterranea.
  6. david-changDavid Chang. Un curriculum da giocatore di golf che vira, a un certo punto, verso la vocazione culinaria. Una formazione di tutto rispetto e molto blasonata: The French Culinary Institute di New York e il Cafè Boulud. David Chang, il più eclettico e originale dei giovani chef, ha creato l’impero Momofuku. Il noodle bar di New York sperimenta la cucina asiatica in chiave contemporanea. Su di lui brillano due stelle Michelin.
  7. daniel bouludDaniel Boulud. Il ristorante preferito dall’alta borghesia dei personaggi di Woody Allen, quella della Upper East Side per intenderci, porta il nome di Daniel. Lui, Daniel Boulud, francesissimo, è stato tra i primi a portare l’alta cucina francese oltreoceano. Il suo ristorante è quasi un tempio della formazione per giovani chef poi diventati star. Oggi conta 7 ristoranti in America e 6 nel resto del mondo, Singapore inclusa. In Francia, per la sua missione di Ambasciatore della cultura francese, ha ricevuto l’ufficiale investitura di cavaliere della Legione d’Onore.
  8. marcus samuelssonMarcus Samuelsson. Ha avuto l’onore di preparare la prima cena di stato ufficiale del presidente Obama. In quell’occasione, in onore del primo ministro indiano Singh, ha servito un menu che ha omaggiato la tradizione vegetariana indiana. Etiope ma adottato da una famiglia svedese, Marcus Samuelsson inizia la sua carriera come stagista nel famoso ristorante newyorchese Aquavit. Nel 2010 apre a Harlem il suo ristorante Red Rooster dopo che il NY Times lo aveva già consacrato nell’olimpo dei migliori chef.
  9. thomas kellerThomas Keller. Due dei suoi ristoranti sono considerati templi della gastronomia mondiale: The French Laundry nella Napa Valley e Per Se a New York, gli stessi che hanno ottenuto 3 stelle Michelin. Thomas Keller è uno chef raffinato che ha sempre voluto comunicare un concetto elegante legato alla ristorazione. Pluripremiato dalla James Beard Foundation e da Time Magazine che, nel 2001, lo ha eletto Best American Chef, non ha trascurato né la scrittura, né il cinema: il suo primo libro, The French Laundry Cookbook, è un must have per gourmet e gourmand, mentre lo abbiamo visto sul grande schermo come consulente del film Ratatouille e in Spanglish a dare lezioni su come preparare il sandwich migliore al mondo.
  10. anthony-bourdainAnthony Bourdain. In principo c’era lui, il più irriverente e ribelle, anticipatore di tempi e tendenze. Era già una star, forse inconsapevolmente, quando pubblicò il suo primo libro Kitchen Confidential, mettendo a nudo la vita delle cucine newyorchesi, lontano da quell’aspetto glam a cui tutti credevano. Il resto è arrivato dopo: executive chef di ristoranti newyorchesi, fra tutti la Brasserie Les Halles di Manhattan, Anthony Bourdain ha abbandonato le cucine per diventare un giornalista e uno scrittore. Il suo programma in onda sulla CNN, No Reservations, è una finestra sul mondo della cultura del cibo. Anticipatore di tempi e tendenze, aprirà a New York un locale dedicato alla tradizione dello street food.

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