Cos’è il banana-leaf thali e perché potremmo innamorarcene

7 Marzo 2020

Colorato e sostenibile: è il banana-leaf thali che, più di una pietanza, è un modo di mangiare tanti piatti indiani in piccoli bocconi, serviti insieme su una foglia di banano. Dopo aver smaltito la febbre da bowl, questa potrebbe essere la prossima frontiera per foodie e instagrammer.

Cos’è il Thali?

Iniziamo però dall’inizio: cos’è il thali? Si tratta di un piatto unico, tipico di tutta l’India, ma particolarmente radicato nel Sud del Paese. Il termine hindi thali rimanda proprio al piatto, sottolineando come, più che di una ricetta, parliamo proprio di un modo di consumare il pasto. È sinonimo di pranzo completo e, se non si è vicini al mare o nella zona meridionale del Paese, il thali si serve su un piatto di acciaio, diviso in scomparti con all’interno tante ciotoline, chiamate katori

Limited o Unlimited?

Il thali mira a offrire un pasto bilanciato ed energetico, dal gusto vario e con un impatto leggero sul portafogli. Ciò è possibile perché ogni pietanza è cucinata in grandi quantità. Ovviamente più katori ci sono, più il piatto è ricco e costoso. Inoltre, se il thai è illimitato, si può chiedere un refill del proprio vassoio ogni volta che si vuole. Sono gli stessi camerieri a rimpinzare i vostri katori o a riempire di nuovo la vostra foglia. Se si è sazi, bisogna fermarli: lo spreco di cibo non è ben visto. Per i più ingordi, un protocollo non scritto prevede che non si vada oltre i 5-6 refill, ma saranno i camerieri stessi a ignorarvi se si accorgeranno che avete già mangiato troppo. Esistono anche thali con refill limitati, ma che prevedono porzioni molto abbondanti.

Cosa si mangia

Il banana-leaf thali è la versione più semplice di questo piatto tradizionale indiano. Servire il cibo su una foglia di banana è molto diffuso lungo la costa e nella zona meridionale dell’India. Il thali – in vassoio o su foglia – si tratta solitamente di un piatto vegetariano dove abbondano i legumi è solitamente un piatto vegetariano, dove abbondano i legumi, serviti in zuppa speziata come il dal, verdure crude di stagione, riso, latticini, chapati e papadum (cialda croccante e fritta, fatta con farina integrale e di mais). Si possono consumare anche masala (stufato in salsa speziata) a base di verdure e formaggio paneer. Sulla foglia troverete anche i sottaceti di mango, chutney di tamarindo, sambra (piatto a base di legumi, tipico della cucina indiana), rasam (succo speziato). Non manca il dolce. Solitamente si serve del kheer (dessert tradizionale dell’Asia meridionale cucinato con riso o grano spezzato, latte, zucchero e aromatizzato con cardamomo, uva passa, zafferano, pistacchi o mandorle) o una pallina di gulab jamun, fritta e insaporita da uno sciroppo dolce. 

Le regole

La prima regola per godersi un banana-leaf thali è non seguire regole troppo rigide. I locali non usano un ordine per le varie portate. Inoltre, non fate affidamento sulle posate: non ce ne sono. si mangia con le mani e l'igiene è importante Nei ristoranti più chic vi sarà portato un cucchiaino, da usare per il raita e il dolce. Il cibo indiano si mangia con le mani, usando le prime tre dita della mano destra e dimenticando quella sinistra (considerata impura). Per questo, prima e dopo il pasto, è bene lavarsi le mani. Se proprio avete bisogno di qualche indicazione per destreggiarvi tra i vari mucchietti di cibi, iniziate dal pane, da intingere nel dal o per raccogliere assaggi di masala. Tra una portata e l’altra, sgranocchiate la verdura fresca, magari condita con succo di lime. Lasciate sempre un po’ di spazio per il riso, che non manca mai, e terminate il pasto con le verdure crude. Alla fine gustatevi il dolce per chiudere in bellezza. 

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