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Come raccogliere le castagne?

di Manuela Chimera 27 Ottobre 2023 15:00

Autunno, è tempo di raccogliere le castagne. Ecco qualche info su come, dove e quando raccoglierle. E come non confonderle con le castagne matte, quelle dell’ippocastano per intenderci, che sono tossiche se ingerite (ma ci sono delle differenze belle evidenti, difficile sbagliarsi)

Autunno è sinonimo non solo di zucche e Halloween, ma anche di castagne. Che autunno sarebbe senza mangiarsi qualche caldarrosta? Visti i prezzi stellari raggiunti soprattutto dai marroni (più grandi e dolci), ecco che qualcuno potrebbe essere colto dalla tentazione di andare a raccogliere le castagne.

Giusto, ma bisogna saperle distinguere dalle castagne matte e tossiche dell’ippocastano, sapere dove, come e quando raccoglierle e anche rispettare leggi e normative.

Raccolta castagne: qual è il periodo?

castagne

Partiamo dal periodo della raccolta delle castagne. In generale si procede a settembre, ottobre e novembre. Questo salvo cambiamenti climatici e caldi anomali fuori stagione.

Dove raccogliere le castagne?

Dove raccogliere le castagne? Solitamente le trovate nei boschi o anche in collina, nei castagneti. Può capitare di passeggiare in un bosco e imbattersi in un castagno solitario, ma di solito ci sono dei veri e propri boschetti ricchi di castagne.

Prima di azzardarvi a raccogliere anche solo una singola castagna da terra, assicuratevi che quello non sia un suolo privato.

Come raccogliere le castagne in maniera sostenibile?

castagna

Per quanto riguarda la procedura, è abbastanza semplice. Le castagne, infatti, quando sono mature cadono a terra. Solitamente il riccio si spacca a croce ed ecco che permette la fuoriuscita delle castagne. A volte, invece, le castagne sono ancora all’interno del riccio. In questo caso possiamo raccoglierle, ma dobbiamo prima eliminare il riccio.

Per fare questo, indossando dei guanti, si preme leggermente il riccio e si fanno uscire le castagne. I professionisti della raccolta, poi, non si chinano a raccogliere ogni singola castagna, altrimenti sai che mal di schiena a fine giornata. Loro utilizzano, infatti, degli appositi bastoni raccoglitori per la frutta, li trovate in vendita negli store online incluso Amazon.

Le castagne così raccolte vanno posizionate in un cestino di vimini o di juta. Evitate la plastica in quanto devono poter respirare. Se vi imbattete in castagne rotte, marce o con colori strani, le raccogliete e tenete da parte in modo poi da bruciarle quando tornerete a casa. Questo serve per evitare la proliferazione di batteri, parassiti e malattie.

Una volta tornati a casa con il vostro bottino, dovrete fare una seconda selezione, in modo da essere sicuri di poter mangiare solamente le castagne sane. Per fare ciò si prende una bacinella e la si riempie di acqua. Poi si mettono le castagne ammollo. I frutti sani rimangono sul fondo della bacinella in quanto il guscio è integro e l’interno preservato, pieno di polpa. Le castagne malate, marce o vuote, invece, galleggeranno in quanto più leggere.

Quelle marce che galleggiano vanno poi bruciate insieme alle altre viste in precedenza.

Una volta fatta questa seconda selezione, fatele asciugare all’aria per qualche giorno. Poi possono essere conservate all’asciutto, sempre in un cestino di vimini o di juta. Le castagne crude, però, si conservano al massimo per due settimane. Per farle durare un po’ più a lungo, vista la fatica fatta per raccoglierle/quanto costano, ecco che si possono congelare per mangiarle in un secondo momento.

Per congelarle, la metodica dipende dall’uso che ne farete. Se le congelate per poter poi preparare le classiche caldarroste in un secondo momento (in forno o in padella non importa), si fa una piccola incisione su ogni castagna prima di congelarle negli appositi sacchetti. Prima di mangiarle, non serve scongelarle.

Se invece intendete poi mangiarle bollite, dovrete incidere la parte bombata e togliere il guscio, lasciando il più possibile la membrana interna. Poi le si mette nei sacchetti appositi per il freezer. Prima di mangiarle, dovrete immergerle in acqua bollente per 5 minuti, togliendo poi la membrana.

Occhio che dopo essere state congelate le castagne avranno un tempo di cottura più lungo. Inoltre congelate possono durare in freezer al massimo 1 anno.

Attenzione a non raccogliere le castagne matte dell’ippocastano

In realtà non è difficile distinguere le castagne vere dalle castagne matte degli ippocastani (per intenderci: le castagne matte sono quelle che le nostre nonne ci facevano tenere in tasca perché sostenevano che tenessero lontane il raffreddore).

  • Prima di tutto, gli alberi che si trovano nei parchi cittadini solitamente sono ippocastani. Dunque tutti quei ricci e quelle castagne che trovate per terra (e che col passare del tempo assumono quel peculiare odore di marcescenza), sono castagne matte.
  • Le foglie dell’ippocastano sono formate da cinque foglie più piccole, assomigliando un po’ a quelle del faggio. Le foglie del castagno, invece, sono singole e presentano spine sui bordi.
  • Il riccio dell’ippocastano è duro e assai spinoso, con spine rigide e spesse. Il riccio delle castagne, invece, presenta spine morbie e sottili.
  • Infine il frutto: le castagne matte dell’ippocastano sono grosse, sferiche o piriformi, solitamente schiacciate in senso dorso ventrale. Le castagne vere e i marroni, invece, sono più piccoli e appuntiti.

Per capirci. La foto che vedete qui sotto è quella delle castagne matte dell’ippocastano con il suo riccio:

castagne matte

La foto che vedete qui sotto, invece, è quella delle castagne vere con rispettivo riccio:

castagna riccio

Leggi sulla raccolta delle castagne

Prima di precipitarsi per boschi a raccogliere le castagne nelle zone più vicine a voi (o anche spostandovi di regione per accedere alle zone più ricche di questi frutti), è bene sempre contattare il Comune, la Forestale o le varie organizzazioni turistiche per sapere quali siano le leggi regionali e locali in materia di raccolta delle castagne.

Per esempio, in Trentino Alto Adige la raccolta delle castagne è regolamentata dal codice penale, quindi non solo con potenziali multe, ma anche con reclusione fino a un anno per chi è trovato a praticare la raccolta in terreni altrui. Questo perché, salvo diverse specifiche, tutti i frutti, anche quelli caduti a terra, appartengono al proprietario del terreno. Dunque la loro raccolta, se non autorizzata, è equiparabile a un furto.

Inoltre, anche nei castagneti dove i cartelli avvertono che sia possibile la raccolta, nella maggior parte delle Regioni si possono raccogliere al massimo 2 kg di castagne al giorno a testa. Ma anche qui potrebbero esserci delle variazioni locali, per cui è bene informarsi prima.