Il cioccolato: fa bene o fa male?

29 Gennaio 2020

Per poter affermare se il cioccolato faccia bene o male è importante prima imparare a distinguerne le varie tipologie, per essere poi consapevoli e in grado di scegliere quello migliore per la nostra salute.  Sul mercato si trovano principalmente 3 tipologie: il cioccolato fondente, il cioccolato al latte e il cioccolato bianco, ognuno di questi può essere eventualmente arricchito con altri ingredienti (es. nocciole, frutti rossi, arancia, mandorle, cereali…).  Nel cioccolato bianco e in quello al latte si riduce la concentrazione di cacao rispetto al cioccolato fondente, ed aumenta la concentrazione di altre sostanze come il latte e lo zucchero che vanno a ridurre o alterare le proprietà benefiche del cacao stesso.

Il latte ad esempio blocca l’assorbimento dei preziosi polifenoli che conferiscono il caratteristico sapore amaro e astringente al cioccolato extrafondente. Prima di acquistare una tavoletta di cioccolato dobbiamo sempre leggere l’etichetta e la lista degli ingredienti e fare attenzione che il primo sia il cacao (meglio la pasta di cacao), poi burro di cacao, zucchero, aromi di vaniglia, o cannella, o fave di cacao. L’eventuale dicitura puro in etichetta si riferisce al fatto che il cioccolato è stato realizzato senza l’aggiunta di ulteriori grassi vegetali. Possiamo quindi affermare che poter giovare pienamente dei suoi benefici dobbiamo scegliere e consumare il cioccolato fondente almeno al 70%.

Valori nutrizionali

Dal punto di vista nutrizionale 100g di cioccolato fondente apportano circa 515 kcal e sono composti dal 5% di acqua, il 50% del peso è dato dai carboidrati, i lipidi rappresentano circa il 30% ed infine le proteine sono intorno al 6%. Inoltre il cioccolato fondente contiene tannini, polifenoli- antiossidanti (come catechine, antocianine, proantocianine), vitamine (vitamina A e vitamine del gruppo B), minerali (soprattutto sodio, potassio, magnesio, ferro, cloro, fluoro, iodio, cromo, nichel, zinco) e sostanze nervine quali la teobromina e in minima parte la caffeina. Sapendo quindi come e quale cioccolato scegliere andiamo adesso a vedere quali sono i suoi effetti benefici.

I benefici del cioccolato

Grazie all’elevata concentrazione di antiossidanti e al loro effetto benefico protegge le cellule dall’effetto dannoso dei radicali liberi. I radicali liberi sono coinvolti nel processo di invecchiamento e possono essere considerati una causa di cancro ed altre malattie. Alimenti ricchi di antiossidanti sono in grado di proteggere l’organismo da questo attacco. Aiuta a ridurre il colesterolo, grazie alla presenza di acidi grassi mono e polinsaturi contenuti all’interno del cioccolato: contiene fino al 35% di acido oleico, lo stesso che si trova anche nell’olio di oliva. Inoltre tra gli acidi saturi è presente l’acido stearico, che è stato visto non avere impatto sui livelli di colesterolo ematico.

Contiene minerali quali ferro, rame, magnesio, e potassio che hanno un effetto preventivo in patologie come diabete di tipo 2, ipertensione e anemia sideropenia, oltre a svolgere importanti funzioni nel nostro organismo. Contiene caffeina in piccole quantità e teobromina, un alcaloide noto per ridurre la pressione arteriosa e aumentare l’attività lipolitica delle cellule, cioè aiuta a consumare i grassi e quindi facilità il dimagrimento e questo ci permette di inserire una giusta quantità di cioccolato anche nelle diete dimagranti e questo può aiutarci a raggiungere meglio il nostro obiettivo.

Diminuisce la pressione sanguina, grazie alla presenza di elevate quantità di flavonoidi (catechina ed epicatechina) che agiscono come stimolanti dell’endotelio, il rivestimento delle arterie, liberando ossido nitrico che svolge anche la funzione rilassare le arterie, migliorando il flusso sanguigno e controllando così la pressione arteriosa. Il cioccolato ha un indice glicemico piuttosto basso e quindi può essere consumato anche da persone affette da diabeteStudi hanno evidenziato che gli effetti antiossidanti del cacao possono migliorare anche l’insulino-resistenza, e quindi prevenire l’insorgenza del diabete di tipo 2. Ha un indice glicemico piuttosto basso e quindi può essere consumato anche da persone affette da diabete evitando il picco glicemico. Infatti, prima di essere trasformate in cioccolato, le fave di cacao contengono pochissimi zuccheri naturali. Gli zuccheri aggiunti comportano solo un leggero aumento degli zuccheri nel sangue, determinando un basso indice glicemico. Inoltre, grazie alla composizione del cioccolato, gli zuccheri presenti vengono assorbiti molto lentamente dal corpo umano.
Infine migliora l’umore poiché contiene elevate quantità di triptofano, un amminoacido precursore della sintesi della serotonina, detto anche ormone della felicità, intatti ha effetto importante su umore, sonno, sessualità e appetito.

Conclusione

Per tutti questi motivi il cioccolato, se scelto bene, non è un alimento proibitivo neanche per chi sta seguendo un regime alimentare ipocalorico, nonostante spesso rappresenta uno di quei piaceri a cui si rinuncia a malincuore quando si inizia una dieta. Sicuramente in generale e soprattutto in questi casi la quantità giornaliera consigliata è di 20-30 g. Dobbiamo però sottolineare che il cioccolato può far male alla salute di chi ha un’intolleranza o allergia al nickel, o ad alcuni componenti del cacao, o anche per chi soffre di emicrania, di ernia iatale, di reflusso gastroesofageo e di gastrite, poiché in queste patologie si  rischia di pagare anche una minima assunzione di questo gustoso alimento.

I Video di Agrodolce: Parmigiana bianca di zucca