48 ore a Siviglia: i locali imperdibili

16 Ottobre 2019

Cuore pulsante di tante tradizioni spagnole e meta perfetta per ogni periodo dell’anno, Siviglia, capitale dell’Andalusia, accoglie con calore tra le sue strade e nei suoi locali, aperti fino a notte fonda. l'arte di tapear raggiunge il suo massimo proprio a siviglia Perché se vi lamentate che gli spagnoli cenino alle 10 di sera, aspettate di visitare questa regione e questa splendida città, dove le cucine chiudono tardi e tutti, dai nonni ai bambini, sono a cena in famiglia non prima delle 23, soprattutto in estate. Andar per tapas qui è una religione praticata e collettiva e nella città si trovano alcuni dei locali di tapas migliori del Paese. Se l’arte di tapear è ormai patrimonio di tutta la Spagna, è qui (e in generale in Andalusia), nelle tradizionali tascas, nelle tabernas e nelle abacerias, le drogherie-bistrot, che si esprime al suo meglio, con tapas a 3 euro (veri) e raciones tra gli 8 e i 10 euro, materie prime d’eccellenza, soprattutto di pescado, e la conseguente folla di locali e visitatori.

A Siviglia vince la tradizione a tavola e l’ottimo rapporto qualità-prezzo nei ristoranti è una certezza diffusa. Non è un caso se insieme a Cadice, Siviglia ha raggiunto il più alto numero di locali Bib Gourmand in Andalusia nella guida Michelin Spagna 2019 con 7 insegne. Ha un solo uno stellato, Abantal, ma la sua proposta gourmet sta crescendo e nel 2020 ospiterà la presentazione della prossima Guida Michelin. Il centro di Siviglia, colorato e barocco, si gira a piedi: tutto è raggiungibile in pochi minuti e accoglie alcuni degli edifici più famosi del Paese, come la Cattedrale, vero centro spirituale dell’Andalusia, il cui campanile, La Giralda, conserva le decorazioni in stile arabo, eredità dei secoli scorsi. Appena a due passi dalla Cattedrale c’è il Real Alcazar, il palazzo-fortezza capolavoro di arte mudejar. A 15 minuti a piedi si trova Plaza de España con la sua bella architettura neo-moresca in mattoncini rossi e azulejos e le immagini delle diverse regioni della Spagna. E poi non perdete Triana perché se Siviglia ha un’anima profonda, la si trova tra i vicoli e i tablao di questo quartiere, dove si balla un appassionato flamenco che la leggenda vuole nato proprio qui.

Colazione

Il sivigliano ama la colazione per strada. Il caffellatte, il macchiato o il corto sono accompagnati da una tostá, ovvero pane caldo di vari tipi e combinazioni distinte: con prosciutto spagnolo, manteca colorá (colorata) o di lomo (grasso e carne di maiale, paprica, origano, aglio). In alcune delle drogherie lo servono ancora in fogli di carta straccia. Un altro classico sono i churros, che a Siviglia chiamano anche calentitos (a ruota o di patata) e altri dolci come le torte all’olio. Una delle tradizioni spagnole e andaluse più affascinanti, sono i dolci conventuali. Si acquistano nei monasteri, che hanno di solito piccoli ingressi attrezzati per permetterne la vendita diretta.

Convento de San Leandro (Plaza San Ildefonso, 1). In pieno centro di Siviglia, da tutta la Spagna e anche dall’estero, i visitatori arrivano al convento di San Leandro per le tradizionali yemas. Da secoli le monache custodiscono la ricetta di questi dolcetti ai tuorli e zucchero,  confezionati a uno ad uno con carta bianca e blu. Una leccornia e una piccola bomba calorica da gustare al mattino.

Dulcerìa Manu Jara (Calle Pureza, 5). Se dormite nel quartiere di Triana non perdete la pasticceria di Manu Jara, tra i più noti pastry chef spagnoli. È partito dal suo laboratorio su calle Pureza e ora conta altri 3 locali in città (uno anche al Mercato di Triana, non perdetelo).

Pranzo

Mercado de Feria. I mercati a Siviglia sono vivaci e divertenti. Uno dei quartieri più storici e popolari è certamente il Barrio de La Macarena, un po’ fuori dai consueti circuiti, conserva nella sua chiesa principale la statua della Virgen de la Esperanza Macarena che richiama feste e fedeli. Il Mercado de Feria è un bell’edificio bianco e giallo risalente al Settecento, il più antico della città e circondato dal Palacio de los Marqueses de la Algaba e dalla Iglesia de Omnium Sanctorum. Alcuni dei banchi all’interno sono presenti dagli anni Trenta. Oggi la piazza e le stradine intorno ospitano numerosi locali dove sedersi rigorosamente fuori e mangiare qualcosa. Scegliete seguendo la gente del posto, soprattutto nel weekend, e non potrete sbagliare: gli andalusi hanno un gusto opulento e rilassato di godersi la vita. Ostriche fresche e pescaito fritto da accompagnare con una copa di vino bianco fresco.

Aperitivo

Lonja del Barranco (Calle Arjona). Se volete reggere i ritmi andalusi in fatto di cibo e vita notturna sarà necessario fare una pausa prima di iniziare il giro serale di tapas. La strategia per reggere un intero weekend è presto detta: fate un aperitivo verso le 17, poi andate a dormire fino alle 20 e dopo uscite a cena. Sarete così sicuri di godervi davvero gli orari sivigliani e i locali al loro meglio. Affacciato sul fiume Guadalquivir, Lonja del Barranco è il classico mercato gourmet. Nonostante sia molto frequentato dai turisti, resta un buon punto di riferimento anche per i locali dove sedersi per una cana di birra artigianale e un piattino di jamon serrano, formaggi locali e croquetas. Ma provate anche il montaito, un panino piccolo con ripieno freddo o caldo. I più classici sono della pringá (un mix di carni e affettati alla pentola o bolliti), quelli di gamberi in aioli, filetto di maiale in salsa al whiskey. Nel mercato si possono anche prenotare lezioni di cucina. La vista è super sul fiume e la Torre del Oro, simbolo di Triana, il quartiere di là dal fiume, la Trastevere di Siviglia.

Cena

Se pensate di essere degli esperti di tapas, a Siviglia vi ricrederete.  Un giro di tapas da queste parti è per veri professionisti. Segnatevi bene indirizzi e piattini da provare e fate il vostro itinerario. Ci sarà folla ovunque e i locali migliori, piccoli e stretti, spesso la contengono appena. Ma non vi fate mai abbattere dal muro di gente all’ingresso, puntate dritti al banco per ordinare, mentre cercate con la punta dell’occhio uno strapuntino libero su cui appoggiare almeno un gomito. Quello è il vostro posto e non importa quanti piattini ordinerete dalle lavagne sul muro, misteriosamente la cassa avrà registrato alla perfezione le vostre consumazioni. All’ora di punta, nei locali più famosi, le tapas si consumano in piedi con la propria cervezita o una copa di vino. C’è sempre movimento e l’atmosfera è super rilassata, quindi non sarete mai pigiati nella folla ma semplicemente abituatevi all’idea che lo spazio personale non esiste.

La Moneda (Calle Almirantazgo, 4). Iniziate vicino alla Cattedrale con le ottime tapas di pescado de La Moneda, ristorante e bar famoso per i suoi squisiti fritti di pesce. Ordinate piattini di puntillitas cioè seppioline, oppure il merluzzo o le sarde.

Bodeguita Casablanca (Calle Adolfo Rodríguez Jurado, 12). Nello storico Bodeguita Casablanca, scorrete l’ampio menu di tapas e picos e chiedete il Menudo a la Andalusa, la tipica zuppa di trippa con ceci (ma in versione local ha anche la menta), oppure il classico piatto di ceci con cavoli.

Eslava (Call Eslava, 3). Per un’opzione più contemporanea, spostatevi verso il quartiere di San Lorenzo dove il ristorante Eslava ha anche un tapas bar. In carta si trovano piatti come Uovo a cottura lenta servito su torta di porcini con riduzione di vino o Emulsione di formaggio misto, pane al pomodoro, acciughe e olive verdi di Aljarafe.

Antigua Abacería de San Lorenzo (Calle Teodosio, 53). Sempre a San Lorenzo, questo locale è una tappa obbligata che vale sempre. Bella selezione di vini spagnoli per accompagnare tanti tipi di assaggini come la lombata al formaggio erborinato di Cabrales oppure lo spiedino di gamberetti, bacon e verdure o anche il mosciame di tonno.

Las Golondrinas (Calle Antillano Campos, 26). A Triana, tra gli indirizzi più amati c’è Las Golondrinas che propone da 50 anni tra le migliori tapas del quartiere a 3,50 euro.

Abantal (Calle Alcalde José de la Bandera, 7). Se la seconda sera che siete a Siviglia volete togliervi la soddisfazione di cenare nell’unico ristorante stellato in città, andate da Julio Fernández Quintero nel suo Abantal. Nei due degustazione lo chef mette al centro sempre la materia prima con piatti a tratti semplici ma spesso piuttosto elaborati che rinnovano la cucina andalusa tradizionale. Tra le scelte il Carabinero al vapore con riso saltato alle verdure e la salsa ali oli o il Baccalà con pelle in umido e ceci o ancora la Spalla di maiale iberico marinata, zucca e funghi. Dopo cena chiudete andando in un autentico tablao, per capire cosa è la vera cultura del flamenco, la sua musica e la sua gente.

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