Non una, ma 9 lattughe italiane

11 luglio 2014

Quando il senso di fame è simile a quello del diavolo della Tasmania Taz di Warner Bros ma lo stomaco è delicato come quello dell’uccellino Titti, la riconciliazione può arrivare solo da un alimento: la lattuga. Ingrediente cardine dell’insalata, questo vegetale a foglia conosce in natura molte varietà differenti tra loro. la lattuga possiede un potere saziante molto elevato e fornisce solo 18 kcal per 100 grammi In Italia, importante Paese orticolo, le coltivazioni di lattuga si estendono in varie zone e in diverse condizioni climatiche con una ricca differenziazione varietale. L’interesse crescente del mercato nei confronti della lattuga è dovuto agli aspetti nutrizionali che la rendono estremamente importante in specifici regimi alimentari. Con un potere saziante molto elevato (sul breve periodo), solo 18 Kcal su 100 g e un’ottima funzione depurativa per l’organismo, la lattuga in ogni sua varietà è ormai entrata nel paniere della spesa alimentare quotidiana. Sono 4 le specie riconosciute: L. capitata; L. longifolia; L. segalina; L acephala. Da queste prendono vita le varietà e le cultivar messe a coltura e vendute in Italia. Le statistiche dicono che in Italia consumiamo circa 5 chili di lattuga pro capite all’anno. Per non rendere noiosa la vostra insalata, vi elenchiamo le tipologie di lattuga esistenti sul territorio italiano.

  1. lattuga romanaLattuga romana. Coste carnose con cespo oblungo. Il colore si intensifica con l’avanzare dello sviluppo della foglia. Le foglie esterne maggiormente sviluppate hanno un contenuto di clorofilla più elevato rispetto al cuore. Il nome non ha un diretto collegamento con la zona di coltivazione, tuttavia gli antichi romani solevano sfruttarla abbondantemente come pianta medicinale. A oggi la caratteristica della lattuga romana sta nel contenuto misurabile di Cromo, utile elemento per il controllo di glicemia e trigliceridi nel sangue. Le cultivar che fanno capo alla lattuga romana sono diverse, in base al periodo di raccolta, e vengono classificate come Bionda d’inverno, Bionda d’estate e Verde degli ortolani. In alcuni casi si possono trovare foglie a striatura rossa.
  2. songinoSongino o valeriana. Detta anche Valerianella. Nonostante il nome non esiste un nesso con la nota pianta officinale. Si tratta di una lattuga dalle piccole foglie scure ma carnose e particolarmente saporite che formano piccoli cespi. I benefici nutrizionali sono comuni a quelle delle altre varietà ma aspetto e consistenza la rendono ideale oltre che per le insalate anche per accompagnare diversi piatti.
  3. lattuga cappuccioCappuccio. Coltivata tutto l’anno grazie alla presenza di numerose varietà (Trocadero, Regina di Maggio, Great Lakes, Batavia Bionda) è una lattuga dalla forma tondeggiante. Le foglie grandi e carnose, lievemente croccanti, sono ideali per un uso in insalata accompagnata da altri elementi vegetali.
  4. IcebergIceberg. Appartiene alla stessa specie delle insalate cappuccio ma ne condivide solo la forma: questa lattuga è infatti nota per il colore chiaro e la croccantezza. Una buona produzione di questa verdura è concentrata in Sardegna: qui prende anche il nome di cupettone. La qualità dell’Iceberg si riconosce dalla foglia, che deve avere un colore uniforme, privo di macchie.
  5. Trentina. Tra le cultivar del Lattughino una molto tipica è la Trentina, lattuga dalla foglia frastagliata e dal colore verde-rosso deciso. Non ha una diffusione sul mercato. È possibile reperirla nei mercati locali del Trentino.
  6. lattughinoLattughino. Comprende molte varietà di lattughe note come la la gentile o gentilina, la Lollo e la Canasta. Condividono caratteristiche come il cespo più o meno aperto e le foglie ricce o ondulate. Nel caso della lattuga gentile la si riconosce dal colore, che va dal verde chiaro al rossiccio con foglia ondulata. È tipica da insalata ma deve essere consumata molto fresca per non perdere le caratteristiche della foglia. La lattuga Lollo, nelle cultivar di Lollo bionda e Lollo rossa, è una lattuga molto arricciata, ricca di gusto e capace di conservarsi più a lungo delle altre. Il nome della cultivar indica anche il colore delle foglie, che va dal verde al rossiccio. La Canasta ha un cespo dalle dimensioni medie. Oltre all’uso crudo è adatta per cotture alla griglia o appassite in forno.
  7. Pesciatina o Toscana. Il nome indica provenienza: è infatti una cultivar locale di Pescia, comune compreso tra Lucca e Pistoia. Si tratta di una lattuga molto saporita dal cespo aperto, con foglie bollose e croccanti dal colore verde intenso e sfumature rossastre.
  8. SalanovaSalanova. Una particolare varietà dal marchio registrato che dà origine a lattuga di 2 tipologie: a foglia frastagliata verde o rossa (tipo Lollo) o a cespi multifoglia a cappuccio.
  9. Pasqualina. Dalla foglia piccola e frastagliata, è una cultivar tipicamente primaverile: da qui il nome. Reperibile pochi mesi all’anno nei mercati locali.
  10. lattuga manigottoManigotto. Cespo grande e con foglie larghe che danno forma rotonda. Le foglie esterne risultano di un verde più brillante rispetto al cuore del vegetale e hanno una consistenza marcata tale da renderla ideale anche per la cottura oltre che per il consumo fresco.

L’elenco fa riferimento solo ai vegetali appartenenti alla specie Lactuca Sativa: molte verdure a foglia, comunemente usate per la preparazione di insalate, non condividono la stesse caratteristiche. Ne sono un esempio rucola, scarola, indivia e radicchio, da trattare separatamente. la tecnologia della IV Gamma ha favorito l'espansione del consumo di lattuga, fornendo prodotti già lavati e confezionati A oggi il mercato della lattuga ha conosciuto un’espansione grazie anche alla tecnologia della IV Gamma, ovvero il prodotto già lavato, porzionato e confezionato in busta sotto atmosfera modificata. L’elevato costo di questi prodotti si giustifica dall’alta qualità della foglia ma anche dalla complessa lavorazione a cui questa è sottoposta per riuscire a mantenersi integra e buona fino al consumo. La ricchezza delle cultivar si estende a livello locale lungo tutta la nostra penisola: siamo qui pronti a scoprire le più rare da voi. Scrivetele nei commenti.

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