Giappone in cucina: cos’è l’ochazuke?

1 maggio 2018

Cos’è l’ochazuke, detto anche chazuke? Avete mai assaggiato questa famosa ricetta della cucina giapponese? Non è molto diffusa all’estero eppure si tratta di un piatto che unisce due ingredienti fondamentali della cultura del Sol Levante. L’ochazuke, infatti, non è altro che una ciotola di riso cotto a vapore su cui è versato tè caldo. Si possono poi aggiungere diversi condimenti e dare spazio all’immaginazione e a ciò che offre il frigorifero: salmone affumicato, verdure, carne bianca, pesce cotto o crudo (sashimi), cracker di riso (senbei), gamberi cotti alla griglia, alghe, sottaceti, wasabi, uova di merluzzo, prugna fermentata (umeboshi).

Il tè diventa un brodo

tè verde giapponese

Il è quindi utilizzato come se fosse una specie di brodo. Del resto è un ingrediente che si presta a mille interpretazioni: non solo in quanto bevanda (per esempio i cocktail al tè), ma anche come ingrediente delle nostre ricette. il tè verde è l'ingrediente ideale, più tradizionale e dal sapore meno intenso Per l’ochazuke si usa il tè verde perché è più tradizionale, ma anche perché il tè nero ha un sapore più intenso e potrebbe sovrastare gli altri sentori e dare al piatto una identità diversa. L’ochazuke deve infatti avere un sapore delicato. Quali tè possiamo allora usare? Un classico tè verde giapponese è il Sencha. Al palato è fresco, dolce e può ricordare il sapore degli spinaci o delle bietole. Più delicato (ed economico) è un altro tipico tè giapponese, il Bancha. Per l’ochazuke potete anche sfruttare altre due specialità nipponiche: il Genmaicha, il tè verde miscelato con il riso tostato, oppure l’hojicha, tè verde tostato. Entrambi hanno un gusto che ricorda più la frutta secca rispetto alle note vegetali dei primi due tè citati. Provate e scegliete la vostra combinazione preferita di tè e condimenti.

Comfort food a qualsiasi ora

ochazuke

L’ochazuke si presta anche a un esercizio di instagrammabilità. Il colore della ciotola, degli ingredienti, delle decorazioni, come erba cipollina e katsuobushi (scaglie di tonno fermentato), possono rendere il vostro piatto molto interessante anche solo per una fotografia. l'ochazuke è diventato negli anni un comfort food, da consumare a ogni ora del giorno E poi sappiamo che i colori possono contribuire anche al nostro buonumore. In Giappone, del resto, molti considerano l’ochazuke come un ottimo comfort food, un cibo ristoratore. È una ricetta semplice, facile da preparare e con materie prime di uso comune. Spesso infatti questa è la soluzione usata dai giapponesi per riutilizzare il riso avanzato. Altro elemento che rende questo piatto pratico e familiare è che si può gustare in ogni momento della giornata diversamente da quello che potremmo pensare. In Occidente infatti saremmo portati a considerarlo come a una zuppa per il pranzo o per la cena. In Giappone non è così: l’ochazuke è lo snack ideale quando non si ha molta fame, uno spuntino tra un pasto e l’altro oppure alla fine di un pranzo o di una cena, per colmare l’ultimo languorino. È perfetto a colazione, ma anche come spuntino di mezzanotte o come rimedio dopo una folle serata alcolica. Nei supermercati vendono i condimenti già pronti. Così riempire una ciotola di riso, versare tè o semplicemente acqua calda e aggiungere gli aromi è semplice quasi quanto prendere un’aspirina. Di sicuro il sapore è molto più invitante.

L’ochazuke al ristorante

ochazuke

Nonostante sia un piatto molto casalingo, possiamo trovarlo anche nei ristoranti giapponesi, magari in varianti più elaborate. Di solito è proposto come fine pasto, prima del dessert. Per dare un tocco più raffinato al tutto, oltre al tè verde (o in alternativa) si può aggiungere il dashi, il brodo giapponese di pesce, ricco di umami, tipico della cucina nipponica. Nei café o nelle trattorie giapponesi (izakaya) l’ochazuke è presente nel menu come contorno o come entrée.

La storia

ochazuke

Come spesso accade, questa ricetta è nata per una necessità. Versare acqua calda sopra il riso avanzato serviva a scaldarlo in tempi in cui forni e microonde erano strumenti inimmaginabili. Le prime testimonianze dell’ochazuke risalgono infatti al periodo Heian (794-1185). il tè diventò sempre più popolare durante il periodo edo All’epoca il tè, originario della Cina, non era ancora molto diffuso in Giappone ed era più riservato alle classi alte della società. Nel 1191 il monaco buddista Eisai, dopo un periodo di studio in Cina, tornò in patria e portò con sé alcuni semi della pianta del tè. Iniziò a coltivarli vicino a Kyoto e pose le basi della cultura e della tradizione che oggi rende il Giappone famoso in tutto il mondo. Il tè divenne pian piano sempre più popolare e all’inizio del periodo Edo (1603–1867) iniziò a sostituire l’acqua calda nella preparazione dell’ochazuke.

ochazuke

Un’altra tappa nella notorietà del piatto giapponese è rappresentata dagli anni ‘5o quando comparirono nei supermercati le confezioni di ochazuke istantaneo, pacchetti colorati contenenti condimenti come alghe e cracker di riso e tè verde in polvere. In questo modo basta versarne il contenuto sul riso cotto e aggiungere solo acqua calda. Un po’ meno poetico ma sicuramente pratico.

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